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L'Urbanistica dei Promotori e quella della Stampa.   Stampa questo documento dal titolo: . Stampa

 

L’URBANISTICA DEI PROMOTORI E QUELLA DELLA STAMPA.


di Gianni De Falco.


De Falco contro De Falco fratelli divisi dal cemento” (RepubblicaNapoli domenica 1 luglio pagina V) è la tipica versione a stampa di una non notizia, il tentativo di sottolineare ciò che nella mia “Lettera aperta a mio fratello Luigi” non c’è. Il giornalista del quotidiano Repubblica, complice evidentemente un soffocante e prematuro caldo, comincia l’interpretazione della lettera immediatamente confondendo il ruolo ed il lavoro da me svolto attualmente: io non mi occupo oggi delle trasformazioni metropolitane (dunque nessuna sovrapposizioni né di ruoli né di competenze), me ne occupai in passato senza grande attenzione da parte della stampa locale (tranne che de Il Mattino e del suo giornalista Matteo Cosenza che pubblicò con dovizia di particolari una nostra inchiesta sul Piano Trasporti regionale e il Corriere del Mezzogiorno che sulle pagine economiche pubblicò una nostra ipotesi di articolazione amministrativa metropolitana e regionale fondata sulle Municipalità). Oggi lavoro al coordinamento delle attività formative e di ricerca dell’istituto Ires Campania.

Veniamo alla lettera. Non c’è alcuna condanna verso l’atto deliberativo di Giunta rispetto agli indirizzi urbanistici per l’adeguamento dell’offerta abitativa, anzi. Ricordare che l’urbanistica dei promotori è quella che, almeno nelle intenzioni, ha sempre tentato di raggirare la norma a vantaggio degli interessi di parte fa sempre bene. E’ un esercizio utile alla memoria.

Ovviamente non trattiamo di questo visto e considerato che parliamo di un atto che riporta, finalmente, l’urbanistica nell’ambito delle sue regole e all’ordinaria amministrazione. La mia lettera si appellava all’attività di monitoraggio e verifica propria del ruolo amministrativo affidato e svolto dall’assessore (da mio fratello, in questo caso) circa lo scambio pubblico-privato a tutela, mi sembra ovvio, del pubblico.

Questa parte conclusiva della lettera il giornale si è guardato bene dal pubblicarla limitandosi a pubblicare quelle introduttive con estrema confusione (o manipolazione?). La lettera non lo dice ma è chiara nella sostanza se nel rapporto tra pubblico e privato in questi anni ha prevalso l’interesse privato a scapito del pubblico andrebbero a sostanziarsi le responsabilità di chi, in passato, non ha ottemperato a questo impegnativo compito. I passati assessori che hanno in qualche modo osteggiato e accantonato il Prg, cioè le regole e le norme dando spazio all’urbanistica dei promotori, e la stampa, o almeno parte di essa, che ha ignorato molte responsabilità ed esaltato proposte progettuali senza regole (o meglio, con la sola regola dell’interesse privato).

La lettera chiudeva con un impertinente raffronto ed auspicio riferito alla realizzazione di opere «è sempre prima l’opera privata ad essere realizzata e poi… Dio ci pensa. Lo sai, sono profondamente laico, alla mano divina non credo, spero quindi che possa pensarci tu».

Un appello che può essere rivolto soltanto ad una persona di cui ci si possa ciecamente fidare, di cui si conosce l’esemplare onestà e rettitudine professionale, insomma, un fratello!




Pubblicazione del: 01-07-2012


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