Notizia n° 436 del: Ieri alle [17:36] Autore: Raffaelepirozzi
Nasce Stradecomuni, il portale di Poste Italiane
per gestire e aggiornare gli stradari comunali
La pubblica amministrazione ha a disposizione online la base dati di Poste Italiane
con oltre 950.000 strade e più di 15 milioni di numeri civici
Poste Italiane lancia Stradecomuni, il nuovo portale web dedicato alle amministrazioni locali, con il quale i Comuni possono gestire lo stradario in modo semplice e veloce, grazie all’integrazione dei propri dati con quelli che Poste Italiane gestisce per le attività di recapito. A pochi mesi dalla partenza del censimento Istat, la pubblica amministrazione può disporre così della base dati di Poste Italiane, con oltre 950.000 strade e più di 15 milioni di numeri civici.
Il portale web è uno strumento on line di supporto ai Comuni, pensato per facilitare l’aggiornamento dello stradario, dell’onomastica stradale e della numerazione civica, come previsto dalla normativa. Lo stradario elettronico messo a disposizione su poste.it è raggiungibile dalla pagina “Postegov” dedicata ai servizi per la pubblica amministrazione ed è organizzato e standardizzato per permettere ai Comuni di lavorare sulla toponomastica con il dettaglio su unità abitative o esercizi commerciali presenti sul territorio. Attraverso il portale è possibile effettuare il download di report in diversi formati o consultare in tempo reale in modalità interattiva le informazioni, grazie alle quali è possibile standardizzare e tenere sempre allineati gli indirizzi dei diversi archivi comunali con quelli dello Stradario Ufficiale di Poste Italiane.
Tra le principali funzionalità del portale c’è la gestione dello stradario, con la possibilità di scaricare i dati relativi ad abitazioni, negozi, uffici per singola strada e numero civico, integrare le informazioni toponomastiche del Comune con altri dati di proprio interesse sia testuali sia come file allegati, confrontare i nomi di strade presenti nel Comune rispetto a quelle presenti sul territorio nazionale registrate nel database di Poste Italiane.
Con questo nuovo servizio, Poste Italiane amplia ulteriormente la gamma di soluzioni dedicate alla pubblica amministrazione. L’azienda ha già da alcuni anni ha realizzato 5.740 "Sportello Amico" su tutto il territorio nazionale, un particolare tipo di sportello postalestudiato, nell’ambito del progetto Reti Amiche del Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione, per semplificare il dialogo tra i cittadini e la pubblica amministrazione.
Nota Cgil di Benevento su situazione Produttiva ed occupazionale della Provincia di Benevento.
C’era un tempo che al ritorno dalle ferie estive si faceva un punto, per quanto riguarda il sindacato , sullo stato dell’apparato produttivo e lavorativo. Siamo rientrati dalle ferie, e per molti lavoratori non erano ferie ma CIGS, ordinaria, straordinaria, o in deroga, mantenendo livelli di salario che gli consentono una sopravvivenza al limite della povertà ,nella nostra Provincia viaggiamo a cifre di migliaia di lavoratrici e lavoratori che sono in queste condizioni. E’ sparito completamente l’industria del Tessile e meccanica , Airola in primis, quello delle confezioni legate al sistema moda è sempre più in declino, l’agroalimentare sta vivendo forti contrazioni e, anche li si mantiene una difficoltà del proprio posto di lavoro, la grande distribuzione ed il commercio al dettaglio hanno le stesse difficoltà, l’agricoltura e la forestazione vive della mancata programmazione di Provincia e Regione, ed assistiamo ad un lunghissimo ed estenuante silenzio da parte delle associazioni di imprese industriali ed agricole, che in questa Provincia sono legate agli interventi a finanziamenti pubblici nazionali e comunitari, senza mai avere una partenza autonoma che li vede protagonisti sulla programmazione e sugli investimenti, a nostro parere le imprese aspettano che arrivino solo ed esclusivamente finanziamenti pubblici, e questo ha fatto si che ormai la produzione industriale della nostra Provincia sta al di sotto del 4%. Un ulteriore impoverimento al nostro territorio sta nell’attacco alla scuola con i pesanti tagli al personale docente e non.
E chi pensa che con una politica di servizi e di turismo potrebbe sollevare una Provincia come la nostra, che è eccezionale dal punto di vista paesaggistico e di accoglienza, sbaglia in partenza. Il turismo può essere un grande volano di sviluppo e di accoglienza, ma se non ci sono processi manifatturieri diffusi non ci sarà mai secondo noi un reale sviluppo strutturato di una Provincia come quella di Benevento. E in questi giorni abbiamo assistito alla querelle del comune di Benevento, sulla vicenda AMTS, che
a nostro avviso se fossero vere tutte le cose lette, è da irresponsabili il comportamento dell’amministrazione comunale.
Altra situazione di queste ore con l’annuncio dei tagli delle corse ferroviarie che riguardano soprattutto lavoratori e studenti dalle tratte da e per Foggia - Benevento con coincidenze Napoli e altre destinazioni, tagli che sono solo i primi ad opera dell’assessorato regionale della Campania ai Trasporti. Questo non fa altro che imprigionare i cittadini privandoli del loro diritto alla mobilità così come sancito nella Costituzione Italiana, e per i motivi di cui sopra e per queste ultime situazioni c’è bisogno di chiedere a tutti, alla politica ed alla parte dirigente della nostra Provincia di sollevarsi e protestare in tutte le sue forme e in tutte le sedi, a far si che i principi ed i diritti che ci stanno sottraendo, sia il governo nazionale che quello regionale, siano ripristinati e portati alla normalità, per essere cittadini liberi di esprimere ed agire per i valori democratici che hanno consentito il progresso del nostro paese.
Oltre alla storica decisione di cambiare il nome – con una delibera che ora è al vaglio del Ministero – da una definizione anonima con quella più appropriata di “Ateneo di Caserta-Terra di Lavoro”, il Senato Accademico ha assunto nelle scorse settimane un’altra determinazione molto importante: quella di istituire il Centro per l’apprendimento permanente.
Questi atti finora sono passati quasi inosservati; invece meritano una adeguata attenzione da parte dell’opinione pubblica per il contributo che possono offrire alla ricostruzione di una “identità culturale” del nostro territorio (il VE Nogaro direbbe di una vera “civitas casertana”), fondata su valori e contenuti forti, come quelli del sapere e dell’innovazione.
In particolare, il nuovo Centro per il lifelong learning può rappresentare un autorevole strumento e stimolo non solo per il mondo della scuola ma anche per le altre istituzioni e per le forze sociali per promuovere in modo concreto e determinato i temi dell’educazione e della formazione lungo tutto il corso della vita, come leva fondamentale per le politiche di sviluppo locale.
Per poterlo fare occorre una rinnovata capacità e volontà (vorrei dire una intelligenza politica che ora manca a tutti i livelli) di operare con un’ottica di integrazione tra istruzione, alta formazione con il mondo del lavoro e delle imprese. Per fare questo non mi stancherò mai di insistere sulla necessità di dare vita ad un luogo di confronto e di governo (quello che ad alcuni piace chiamare “cabina di regia”) tra i vari soggetti istituzionali ed attori sociali, forze produttive.
In primo luogo tocca alla Regione rilanciare un programma di offerta formativa per le persone adulte, con un piano di decentramento che affida alle province il compito di promuovere sul territorio le azioni necessarie. A tal fine la nuova Giunta Provinciale ha il dovere etico di rilanciare la Conferenza provinciale e gli ambiti locali EDA – in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi comunitari. Su questo in Campania vi è stata una battuta di arresto rispetto alla precedente esperienza del Comitato Regionale (uno dei pochi attivi a livello nazionale). Oggi più che mai c’è bisogno di proporre ed offrire alle persone nuove opportunità per accrescere le proprie conoscenze e competenze, a partire da quelle volte alla costruzione di una cultura della cittadinanza e della partecipazione consapevole. Per questo ancora una volta sollecito il presidente Zinzi a dare priorità a queste tematiche con un atto semplice e concreto: attivare la Conferenza EDA (già istituita da tempo) ed utilizzare le risorse già disponibili, pari ad oltre 3 milioni di euro – sperando che non siano state dirottate per altre attività nella fase commissariale.
L’altro campo di intervento riguarda l’esperienza dell’Osservatorio Asips per la formazione continua, uno strumento originale offerto dalla Camera di Commercio e dalla sua Azienda speciale di supporto alle imprese per promuovere azioni a sostegno dei piani aziendali, della ricerca ed analisi dei loro fabbisogni formativi, di orientamento tra scuola e mercato del lavoro. Infatti, nella nostra provincia (così come in tutto il Mezzogiorno) la leva della formazione rimane ancora poco utilizzata, nonostante i bisogni crescenti di far fronte alla crisi finanziaria dei mercati e alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Purtroppo si registra ancora una scarsa conoscenza e propensione ad utilizzare le nuove opportunità che da qualche anno vengono offerte dai fondi paritetici interprofessionali – gestiti in modo bilaterale dalle associazioni datoriali e sindacali. Anzi, in alcuni casi (come in Fondimpresa, il fondo di CONFINDUSTRIA) sta diventando serio il rischio di perdere le quote di salario finora accantonate da molte aziende, in quanto con la data del 31 dicembre scadranno i termini imposti dal Conto Formazione, con la conseguenza assurda per cui le imprese meridionali finiranno con finanziare i piani formativi di quelle del Centro-Nord. A ben vedere, la situazione non si presenta meglio anche negli altri settori (dall’artigianato al terziario, dal turismo all’agricoltura) dove continua ad essere del tutto residuale il ruolo della contrattazione dei piani formativi a livello aziendale e settoriale, sulla base di una moderna visione della bilateralità.
La Campionari altirpina passerella del settore sposa
Notizia n° 433 del: 26-08-2010 [14:54] Autore: Media relator
Tessile, moda e ristorazione: la filiera del comparto sposa protagonista in Alta Irpinia alla 29esima edizione della Fiera Interregionale di Calitri. La Campionaria, che aprirà gli stand sabato 28 agosto alle ore 16.00, allarga ed accresce i propri orizzonti espositivi dedicando un padiglione alle aziende ed operatori del settore sposa. L’interazione oltre confine provinciale tra le eccellenze produttive made in Irpinia e made in Potenza dà vita ad una nuova area fieristica totalmente concentrata sul “matrimonio e dintorni” con le ultime creazioni in materia di abiti nuziali senza dimenticare banchetti, catering e l’universo della ristorazione dove organizzare il ricevimento. Una suggestiva vetrina in cui, dunque, saranno presenti, tra l’altro, alcuni marchi di imprese del tessile-abbigliamento che producono capi da cerimonia e le griffe di atelier ricche di tradizione sartoriale e lavorazione artigianale. Ma il 2010 per l’Interregionale sarà anche l’anno della cultura intesa come conoscenza del territorio. Al centro dei riflettori espositivi il mondo delle associazioni culturali e delle scuole che presenteranno in anteprima la loro offerta didattica ed i loro piani formativi. Gli stand adibiti per l’occasione nel quartiere fieristico di Calitri, che si estende su un’area di 15mila metri quadri di superficie, vedranno la presenza dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente di Lagopesole, piccolo centro del comune di Avigliano in provincia di Potenza, e dell’Istituto Statale d’Arte di Calitri “Salvatore Scoca” che porterà in scena la mostra “Adottiamo un paese”. Progetto che, per il terzo anno consecutivo, dedica l’attenzione ad un comune irpino che diventa oggetto di rappresentazione artistica sui diversi materiali che gli alunni sanno magistralmente lavorare, incidere, plasmare. Dopo Monteverde, Calitri e Sant’Andrea di Conza, quest’anno è toccato a Conza della Campania. Piazze, vicoli, scorci del paese altirpino e resti archeologici sono stati rappresentati in disegni, dipinti su ceramica e cartoncino, incisioni su legno dagli allievi della scuola calitrana e saranno esibiti durante l’intero corso dell’evento fieristico. Spazio anche alle istituzioni. In programma fino al 5 settembre, la manifestazione come di consueto riserverà una location espositiva anche agli Enti: Regione Campania, Consorzio Servizi Sociali Alta Irpinia e Comunità Montane Terminio-Cervialto ed Alta Irpinia. All’interno del padiglione istituzionale anche la Pro Loco di Calitri insieme ad altri organismi di settore che gravitano nel territorio provinciale. Tutto pronto intanto per l’inaugurazione ufficiale dell’edizione 2010 della fiera che avverrà domenica 29 agosto alle ore 10.00 con il taglio del nastro affidato a Giuseppe De Mita, vicepresidente della Regione Campania ed assessore al Turismo di Palazzo Santa Lucia. Poi nel pomeriggio, alle ore 17.00, il via alla convegnistica con il dibattito su “Il turismo nelle zone interne tra realtà e speranza”, organizzato dalla Pro Loco di Calitri in partnership con l’Eapsaim (Organismo gestore della Fiera). Qualificato il parterre di ospiti previsto per l’incontro. Introdurrà i lavori Vitale Zabatta, presidente della Pro Loco di Calitri. Seguiranno i saluti di Giuseppe Di Milia, sindaco del paese altirpino nonchè presidente Eapsaim (Ente Autonomo Promozione Sviluppo Aree Interne Mezzogiorno), e poi gli interventi di Giuseppe Silvestri, presidente Provinciale Unpli Avellino, Mario Perrotti, presidente regionale Unpli Campania, Raffaele Spagnuolo, presidente dell’Ente provinciale per il turismo di Avellino, Raffaele Lanni, assessore provinciale al Turismo, Canio Galgano, presidente Commissione Cultura Provincia Avellino, Alfonso Tartaglia, dirigente dello Stapa Cepica di Avellino, e Michele Napoli, presidente Quinta Commissione Consiliare della Regione Basilicata. Conclude Giuseppe De Mita, assessore regionale allo Sviluppo e Promozione del Turismo. L’occasione, nel dettaglio, vuol suggerire un importante confronto allargato con coloro che sono gli interlocutori principali che compongono la filiera del comparto turistico in Irpinia. Con la presenza di 100 espositori del mondo agricolo, artigianale, industriale, commerciale e dei servizi, la Fiera di Calitri è una data da calendario, un appuntamento di chiusura-apertura dell’anno commerciale. L’Interregionale rappresenta, infatti, per gli imprenditori altirpini e per gli espositori delle altre regioni limitrofe, come Basilicata e Puglia, un punto fermo per analizzare l'anno appena trascorso e pensare alle strategie per il futuro, confrontandosi con gli altri operatori e con il mercato che conta: i visitatori. Lo scopo è quello di suggellare sempre più il ruolo della Campionaria come un’importante occasione d’affari e vetrina delle eccellenze del territorio.
La fiera di Calitri scomette sul binomio agricoltura e turismo
Notizia n° 432 del: 25-07-2010 [18:07] Autore: Media relator
Agricoltura e turismo: questi i due filoni che principalmente caratterizzeranno la 29esima edizione della Fiera Interregionale di Calitri. In programma dal 28 agosto al 5 settembre, presso il quartiere fieristico del paese altirpino, la Campionaria, organizzata e gestita dall’Eapsaim (Ente Autonomo di Promozione e Sviluppo Aree Interne del Mezzogiorno), punta all’incoming turistico e alla valorizzazione dei punti di forza dell’economia domestica. Da un lato i visitatori potranno fruire di una formula di accoglienza già sperimentata con successo lo scorso anno: dalla struttura fieristica ci si potrà spostare, per tutto il periodo dell’evento fieristico, al centro storico di Calitri. Qui sarà possibile effettuare tour guidati, in collaborazione con Marchingegno Srl (società di servizi operante nel settore turistico-culturale), per una conoscenza approfondita del patrimonio storico-artistico. Ma il fronte della promozione turistica va oltre. E si lega a Monteverde con il grande spettacolo dell’acqua. Nel primo week-end della rassegna, per i visitatori ci sarà infatti la possibilità di raggiungere l’oasi naturalistica del lago di San Pietro dove, dal 2006, vanno in scena per quasi per tutto il mese di agosto affascinanti giochi d'acqua che, con teatro, danze, magia e musica, narrano la vita di San Gerardo Maiella, il Santo del popolo. Le iniziative di settore, pensate dal Cda Eapsaim (composto dal Presidente Giuseppe Di Milia, dal vicepresidente Antonio Campana, dai consiglieri Salvatore Caruso, Lucia Di Cairano, Luigi Di Cecca, Giuseppe Galgano, Francesco Gallo, Antonio Gautieri, Alessandro Pasqualicchio), vanno essenzialmente nella direzione di rafforzare il flusso turistico interno, utilizzando in maniera intelligente il canale della manifestazione fieristica che attira un ingente flusso di persone con una media di presenze che si aggira intorno ai 20mila visitatori annui. Riflettori puntati anche sull’agricoltura che, nell’edizione attuale della fiera, avrà un ampio spazio espositivo. Il settore primario sarà al centro dell’attenzione dell’evento per una promozione capillare delle sue eccellenze aziendali e produttive. Si tratta di un comparto su cui la Fiera Interregionale di Calitri ha sempre scommesso visto la valenza strategica che il ramo produttivo ha all’interno dello scenario economico territoriale. Il tutto rafforzato dalle tradizionali esposizioni dei settori artigianato, industria, agricoltura e servizi. Fitto anche il programma della convegnistica, in fase di definizione, mentre particolari e nuove formule espositive, legate alla filiera del tessile-abbigliamento, sono al momento allo studio degli addetti ai lavori. Con i suoi 15mila metri quadri di superficie espositiva, la Fiera di Calitri è ormai una data da calendario, un appuntamento di chiusura-apertura dell’anno commerciale. L’Interregionale rappresenta, infatti, per gli imprenditori altirpini e per gli espositori delle altre regioni limitrofe, come Basilicata e Puglia, un punto fermo per analizzare l'anno appena trascorso e pensare alle strategie per il futuro, confrontandosi con gli altri operatori e con il mercato che conta: i visitatori. Lo scopo è quello di suggellare sempre più il ruolo della Campionaria come un’importante occasione d’affari e vetrina delle eccellenze del territorio.
LA CHIESA AGGIORNA L'EMENDAMENTO DEL 2001 CONTRO LA PEDOFILIA
PENE PIU' SEVERE. NESSUN LEGAME DI COLLABORAZIONE CON LA GIUSTIZIA ITALIANA
di Lopreiato Antonella
Dopo il clamoroso scandalo dei preti pedofili, la Santa Sede ha voluto reintegrare delle nuove norme, "stavolta però con pene più severe". Ad affermarlo padre Lombardi (direttore della sala stampa vaticana) che nell'intervista di stamane, ha confermato che un simile reato equivale a "delitti contro la fede". La competenza sui cosiddetti "delitti più gravi" spetta alla Congregazione per la dottrina della Fede che ha in effetti ribadito la violazione della fede a favore di delitti contro di essa. Per tale ragione la Congregazione della Dottrina della Fede è stata prontamente richiamata per enumerare nel testo "i delitti piu' gravi" riservati alla propria giurisdizione inizando da quelli "contro la santita' dell'augustissimo Sacrificio e sacramento dell'Eucaristia riservati appunto, al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede". Sono: "l'asportazione o la conservazione a scopo sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate; l'attentata azione liturgica del Sacrificio eucaristico; la simulazione dell'azione liturgica del Sacrificio eucaristico; la concelebrazione del Sacrificio eucaristico insieme ai ministri delle comunita' ecclesiali che non hanno la successione apostolica e non riconoscono la dignita' sacramentale dell'ordinazione sacerdotale". Per tale ragione la motivazione che è stata accertata come grave ha indotto la Congregazione a stabilire delle pene dure per chi le ha commesse, in questo caso preti che approfittano di bambini indifesi col solo scopo di abusarne sessualmente. Questo è un reato oltraggioso sia per i fedeli che per la Chiesa che sta affrontando un periodo difficile tra contraddizioni e caos interni.
"Alla Congregazione per la Dottrina della Fede spetta anche il delitto che consiste nella consacrazione a fine sacrilego di una sola materia o di entrambe, nella celebrazione eucaristica o fuori di essa. Colui che commette questo delitto, punito secondo la gravita' del crimine, non esclusa la dimissione o la deposizione". Altri delitti gravi contro la santita' del sacramento della Penitenza sono riservati anch'essi al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede, l'assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo; l'attentata assoluzione sacramentale o l'ascolto vietato della confessione; la simulazione dell'assoluzione sacramentale; la sollecitazione al peccato contro il sesto comandamento del Decalogo nell'atto o in occasione o con il pretesto della confessione, se diretta al peccato con lo stesso confessore; la violazione diretta e indiretta del sigillo sacramentale".
"Alla Congregazione per la Dottrina della Fede - si legge nel testo - e' riservato anche il delitto piu' grave consistente nella registrazione, fatta con qualunque mezzo tecnico, o nella divulgazione con i mezzi di comunicazione sociale svolta con malizia, delle cose che vengono dette dal confessore o dal penitente nella confessione sacramentale, vera o falsa: colui che commette questo delitto, punito secondo la gravita' del crimine, non esclusa la dimissione o la deposizione, se e' un chierico". Infine, "alla Congregazione per la Dottrina della Fede e' riservato anche il delitto piu' grave di attentata sacra ordinazione di una donna: sia colui che attenta il conferimento del sacro ordine, sia la donna che attenta la recezione del sacro ordine, incorrono nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica; se poi il reo e' un chierico, puo' essere punito con la dimissione o la deposizione".
In realtà dopo un'attenta cura sui dettagli riservati di diritto alla Congregazione citiamo l'ammontare del reato di pedofilia per chi come preti o parroci (come vorremmo chiamarli) abusano di minori o chierici della Chiesa. Il loro ammontare della pena va dai 10 ai 20 anni adempiendosi su bambini minori vittime di violenza . Stavolta la Santa Sede ha presentato un vasto disegno giuridico che ampia quella che era già stata citata ed affrontata come pena per i reati a tali scopi. Così si presenta il gesuita Lombardi che afferma "c'è oggi una sana chiarezza sulla normativa in vigore cosicchè si presenti organicamente per facilitare l'orientamento di chiunque debba occuparsi di queste materie". Una simile condotta è ripudiante e rischia la messa allo sbando della Chiesa. "Oltraggiare bambini innocenti e la stessa fede per la Santa Chiesa è delitto". La Dottrina ha accertato con l'emendameto "Delcita Graviora" un allungamento della prescrizione fino ai vent'anni per pedofilia, procedure accelerate per i reati più gravi come quest'ultimo giudicando anche i cardinali. Inoltre in futuro potranno far parte dei tribunali ecclesiastici incaricati di pronunciarsi sui preti pedofili i cosiddetti membri laici. Nessuna collaborazione con la giustizia italiana ma la risoluzione di norme interne allo Stato della Chiesa.
Per la Cgil Campania, "non sono più tollerabili rinvii e generiche assicurazioni di impegno" sulle situazioni di crisi in atto in Campania e sulle strategie di sviluppo da mettere in campo. E' quanto la segreteria regionale sottolinea in una nota diffusa al termine di un incontro tra le segreterie regionali unitarie confederali Cgil Cisl Uil Ugl e l’assessore Sergio Vetrella presso la sede dell’assessorato alle attività produttive. La Cgil Campania esprime "forti preoccupazioni rispetto all’andamento del confronto". "Manca - secondo la Cgil - una chiara strategia in grado di aggredire le difficoltà dell’apparato produttivo regionale e di avviare allo stesso tempo un processo di sviluppo industriale e territoriale". "La Campania - sottolinea la Cgil Campania - sta attraversando una delle fasi di crisi più complesse e difficili di questi ultimi anni. Interi settori produttivi sono in grave difficoltà. Aumentano i lavoratori in cig e in mobilità, e i giovani in cerca di occupazione, con gravi ricadute sulla coesione sociale. Rispetto al quadro che emerge sono necessarie azioni e scelte tempestive, forti ed incisive a sostegno del reddito dei lavoratori e del sistema produttivo". Sul versante dei trasporti - informa la Cgil - "nel corso del confronto, l’assessore ha illustrato linee di intervento che suscitano serie preoccupazioni rispetto, sia alle ricadute sul funzionamento del trasporto pubblico locale, in relazione alle diverse specificità territoriali, sia rispetto alle ricadute occupazionali, ai servizi minimi, all’integrazione tariffaria e alle stesse tariffe". "Per quanto attiene all’aeroporto di Grazzanise - continua la nota - la Cgil della Campania richiede ancora una volta che si faccia chiarezza sulle prospettive dello stesso. L’affermazione, da parte dell’assessore, dell’assenza di qualsiasi documentazione presso l’assessorato in merito allo studio di fattibilità, richiede una urgente azione di chiarimento. Inoltre, la Cgil sollecita l’immediato sblocco delle risorse nazionali trasferite al Fondo Regionale dei trasporti per permettere il pagamento degli stipendi ai lavoratori delle aziende in Campania e dell’indotto, e di onorare i contratti di servizio". "La Cgil della Campania - conclude il documento - ritiene indispensabile l’apertura dei confronti di merito sulle diverse questioni aperte in Regione, in relazione agli interventi ordinari del Governo nazionale, dei Fas, dei Fondi Comunitari e di tutti gli strumenti, già in atto della programmazione negoziata e relativi agli accordi di programma, i contratti di programma, il credito di imposta per le imprese e la rioccupazione, le borse lavoro, più Europa, gli accordi di reciprocità, i progetti integrati di filiera e recupero delle aree protette".