INTERVENTO ALLA MANIFESTAZIONE DELLA CGIL DEL 14 NOVEMBRE 2012
Compagni ed amici,
E’ particolarmente importante, per tutti noi disabili di Napoli e della Campania, essere presenti in questa manifestazione per la crescita economica, che unisce tutta l’Europa in un grande movimento di lotta contro un “rigore”, tanto ottuso, quanto crudele, perché colpisce solo i più deboli.
Come CGIL disabili, veniamo dall’aver partecipato alla grande manifestazione di Roma: “Cresce il Welfare, cresce l’Italia”, in cui abbiamo sostenuto con forza le ragioni delle decine di migliaia di diversamente abili, che sono stanchi di politiche clientelari ed assistenziali.
In Europa i disabili sono oltre 80 milioni di persone e le politiche a loro sostegno sono diverse da paese a paese.
In Italia, i disabili, gli ammalati cronici e gli anziani non autosufficienti sono il 18% della popolazione, oltre i dieci milioni di cittadini, e di questi solo 4 milioni e 700.000 godono di provvidenze pensionistiche ed assegni di accompagnamento.
Da questi pochi dati si capisce subito, che la disabilità è lasciata alle cure delle famiglie, che si fanno carico, quasi sempre, di quello che lo Stato non fa, o fa molto male e con pochi soldi.
I disabili italiani, hanno subito in questi ultimi tre anni un attacco tanto violento, da rasentare il razzismo e la discriminazione.
Una campagna che si è svolta spesso nella indifferenza generale, o, cosa ancora più grave, con il consenso di molti, convinti da una campagna di stampa feroce, che i disabili sono tutti degli imbroglioni e falsi invalidi.
In questa piazza, vogliamo gridare con forza, che siamo persone perbene, che soffrono e lottano con dignità, ogni giorno, per costruire insieme un paese migliore di questo in cui viviamo.
Vanno gridate le verità che molti non hanno voluto sentire: daopo l’incredibile campagna di controlli delle invalidità, messa in atto dall’INPS, su un milione e 200.000 controlli effettuati, solo lo 0,8 per mille è risultato irregolare, poco meno di diecimila persone e di questi i falsi invalidi sono risultati essere solo qualche centinaio. Una campagna costata oltre 20 milioni di euro, che ha prodotto solo due milioni di recupero economico da parte dell’Inps, che ha pagato ben 47 milioni di euro per spese legali nelle cause perse a seguito di questi controlli.
Purtroppo, tutto questo non è servito a nulla: infatti, il nostro Parlamento, in cui nessun deputato ha letto i resoconti dell’ISTAT, ha approvato all’unanimità un emendamento che ripropone altri 450 mila controlli, nella speranza di ottenere risparmi nella spesa sociale.
Questo non è il rigore che ci aspettavamo, invece di colpire i ricchi evasori, si sottopongono ad incredibili vessazioni un intero popolo di disabili, colpevoli solo di avere delle difficoltà disiche.
L’Italia, è agli ultimi posti in Europa per risorse destinate alla protezione sociale delle persone con disabilità.
A dirlo chiaramente è la ricerca del Censis,sull’offerta di servizi per cronici e disabili da parte della sanità italiana confrontata con gli altri Paesi europei.
Il nostro paese spende solo 438 euro pro-capite all’anno, infatti, l´Italia si colloca molto al di sotto della media dei Paesi dell’Unione europea, pari a 531 euro.
In questa speciale graduatoria, l’Italia si colloca al 26esimo posto, il penultimo, prima della Spagna.
In Francia, si arriva a 547 euro per abitante all´anno, in Germania a 703 euro, nel Regno Unito a 754 euro. Questa è la drammatica condizione della spesa sociale, che è stata tagliata senza ritegno, senza rispetto e senza nessuna considerazione per coloro che ne avrebbero pagato le conseguenze. Ed il pericolo di ulteriori tagli nn è dinito, perché la Sanità Regionale subisce continui tagli e i più esposti ed i più deboli ne pagano le conseguenze.
Ma è ancora più grande la sproporzione che esiste tra il nostro paese e gli altri Stati membri dell’Unione, sulla spesa per le misure erogate sotto forma di beni e servizi. In questo ultimo caso il valore pro-capite annuo in Italia non raggiunge i 23 euro, cioè meno di un quinto della spesa media europea, pari a 125 euro,
Avete capito neme, solo 23 euro all0anno!
Una cifra lontanissimo dai 251 euro della Germania.
Sul fronte occupazionale la situazione è ancora più difficile, per non dire drammatica: è stato infatti evidenziato che l´80% circa dei disabili residenti nell’Unione Europea è disoccupato. Un dato, che parla chiaro: la disabilità va affrontata con un approccio globale, considerando cioè non solo la riabilitazione fisica, psichica e neurologica ma anche l´importanza di una riabilitazione sociale e lavorativa dei disabili.
Il modello italiano è vecchio e basato fondamentalmente sulla assistenza e incentrato sulla delega alle famiglie, che sono costrette a sostenere tutto il disagio ed i costi umani ed economici per avere in casa un disabile.
Secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia le misure economiche erogate dall’Inps in favore di persone che hanno una limitata o nessuna capacità lavorativa, sono pari a circa 4,6 milioni di prestazioni pensionistiche, che raooresentano appena l’1,7% del prodotto interno lordo italiano.
Una cifra, molto bassa, che si vuole ridurre ancora di più diminuendo le prestazioni ed i servizi erogati. Questa politica è una infamia, oltre che essere un errore!
Innanzi tutto, si potrebbe abbattere queste cifre con il lavoro e l’occupazione.
Purtroppo, è proprio sul fronte dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità che l’Italia è ancora molto indietro. il tasso di occupazione tra i disabili è veramente basso. Solo 18 disanili su 100 lavorano e molti sono precari. In Campania, il dato scende al di sotto del 15%.
Purtroppo la situazione è veramente drammatica, perché ogni anno il numero dei disabili cresce in continuazione. Perché purtroppo tra incidenti automobilistici, incidenti sul lavoro ed invecchiamento della popolazione, il numero delle persone con difficoltà fisiche cresce costantemente. Occorre una diversa politica, per prevenire questo fenomeno, che non è dovuto desolo alla fatalità.
Tutti noi, che guardiamo lo svolgersi della vità dagli ultimi posti, ci rendiamo conto che i problemi sono difficili da affrontare er tutti, noi non chiediamo ne carità pelosa, ne cortese considerazione, ne attenzione pietistica, noi vogliamo essere riconosciuti come cittadini con uguali diritti ed uguali possibilità, noi vogliamo avere il rispetto che meritiamo come persone, perché rivendichiamo la nostra dignità con forza, chiediamo che la Convenzione dei diritti dei Disabili dell’ONU, sia concretamente applicata, senza costringere nessuno a lotte estreme, come i malati di DLA, o di sclerosi che si erano visti ridotte le possibilità si cura dalla legge di stabilità.
Se l’intera società, guardasse lo sviluppo, dal nostro punto di vista, dal punto di vista degli ultimi, ci si renderebbe conto che lo sviluppo è ben altra cosa da tutto quello che ci danno e spesso non ci serve. Bogliamo il lavor e la dignità, e conla Chil, continueremo a batterci, perché tutti anniamo diritto ad una vita migliore di quello che le Banche vorrebbero costringerci.
Niente senza di noi, niente siora di noi, è il nostro motto, speriamo che tutti lo possano assumere come proprio, per unire le nostre forze ed insieme vincere.