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Pensionati in Piazza e torna la Speranza.   Stampa questo documento dal titolo: . Stampa

 

VENERDÌ 28 OTTOBRE

PENSIONATI IN PIAZZA, TORNA LA SPERANZA

Roma, piazza del Popolo piena di anziani, giovani e migranti. Grande successo per la manifestazione "Nessun dorma" dello Spi. Il ritornello: Berlusconi a casa, le pensioni non si toccano. "Il governo si deve vergognare" DI EMANUELE DI NICOLA

di Emanuele Di Nicola, rassegna.it

ROMA - Per avere il polso della manifestazione nazionale dei pensionati, stamani (venerdì 28 ottobre) a Roma, bastava attraversare il centro della capitale: treni e pullman sono arrivati nelle stazioni fin dalle prime ore dell'alba, le metro erano intasate, le strade piene di gente. Chi passava per Villa Borghese alle 10 poteva vedere l'afflusso di lavoratori e pensionati che, con striscioni e bandiere rosse, si dirigevano insieme a piazza del Popolo.

E' stata questa la manifestazione "Nessun dorma", organizzata dallo Spi Cgil per chiedere le dimissioni del governo. Il sindacato dei pensionati non ha voluto diffondere cifre, ma è stato subito chiaro a tutti - manifestanti, organizzatori e addetti ai lavori - che la piazza era piena come nelle grandi occasioni. Anche questa è stata una grande occasione. Alla fine arrivano i dati diffusi dall'organizzazione: 100mila persone in piazza.

I protagonisti sono giovani, lavoratori e pensionati che si sono ritrovati da tutta Italia (da Nord a Sud, da Milano alla Sicilia) per contestare le politiche del governo, proprio all'indomani della "letterina" d'intenti che Berlusconi ha portato a Bruxelles. Un testo contenente - tra l'altro - l'aumento dell'età pensionabile. I manifestanti hanno lanciato messaggi precisi: "Non chiediamo niente per noi, chiediamo molto per i giovani", diceva un bello striscione nelle prime file. E ancora: "Fuori i black bloc dall'alta finanza". Quindi la richiesta di "un nuovo 25 aprile" per liberare il paese.

Abbiamo visto anche un incontro tra generazioni: c'erano tanti giovani a sostenere gli anziani, per sottolineare che i due temi sono intimamente legati (chi non trova lavoro oggi non avrà pensioni domani). E poi molti stranieri, i migranti che si sentono colpiti dalle misure dell'esecutivo. I palloncini rossi della Cgil sfioravano l'obelisco della piazza e si arrampicavano verso il cielo, offrendo un colpo d'occhio significativo. E ogni volta che veniva nominato il governo partiva una lunga bordata di fischi.

E' stata la giornata della "vergogna".
Dal palco il segretario generale dello Spi, Carla Cantone, ha definito "vergognosa" la lettera d'intenti, perché "non c'è niente per i pensionati ma neanche per i giovani". Ha scandito più volte la parola "vergogna" e la piazza l'ha seguita. Si è rivolta al governo: "I pensionati sono diventati l'ultima risorsa delle famiglie, non vi vergognate a tassarli ancora?". Quindi ha aggiunto: "Siamo stufi di subire ma non  di protestare. Vogliamo che i nostri figli e nipoti abbiamo un presente per avere un futuro. E per gli anziani non serve la social card, che è solo carità. Non chiediamo vitalizi ma pensioni dignitose". Il segretario non ha risparmiato la Lega, che in realtà non difende le pensioni e resta razzista. Poi il messaggio all'opposizione: "Continuate a sostenere le nostre lotte. Non litigate tra voi, assumetevi le responsabilità. Riponiamo grande fiducia in voi, non ci deludete".

Susanna Camusso ha ricordato le vittime dell'alluvione nelle Cinque Terre. Il segretario generale ha ribadito la richiesta di cambiamento: "Questo governo non riuscirà a cancellare lo Statuto dei lavoratori, bisogna mandare a casa gli incantatori di serpenti. Chi ha lavorato tutta la vita, quando va in pensione ha diritto a una vita serena. Va rispettato". La Cgil non parteciperà al tavolo di Sacconi sui licenziamenti, ha annunciato. Altro passaggio sulle pensioni: "In realtà l'aumento dell'età a 67 anni non era previsto. Il governo aveva detto che la finestra mobile di 12 mesi era solo una misura congiunturale. Dice una cosa e ne fa un'altra". Camusso ha concluso con l'importante appello a Cisl e Uil: è tempo di definire una mobilitazione comune.

Come di consueto, poi sono partite le note di Bella Ciao: la piazza ha cantato e ballato insieme a Camusso e Cantone sul palco. Il ritornello della giornata: l'unico licenziamento giusto è quello di Berlusconi, le pensioni non si toccano. Impossibile costringere un operaio a lavorare su un'impalcatura fino a 67 anni solo per fare cassa. La mobilitazione della Cgil continua, il 3 dicembre manifestazione nazionale a Roma. E intanto oggi, guardando piazza del Popolo a fine mattinata, torna un po' di ottimismo, il senso di solidariei contenuti video




Pubblicazione del: 28-10-2011


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