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La massima evasione Fiscale tra le imprese di pompe funebri.

Immagine della News Notizia n° 441   del: 02-09-2010 [18:38]   Autore: Raffaelepirozzi
 

Economia

FISCO EVASIONE, 2 MORTI SU 3 SI TUMULANO DA SOLI.
.L'Italia è il Paese europeo con la più alta evasione fiscale, con il 50,5% del reddito imponibile che non viene dichiarato, e il record tocca alle pompe funebri dove, a stare alle dichiarazioni dei redditi, due morti su tre si tumulano da soli.
Lo rileva un'indagine di Contribuenti.it, l'Associazione contribuenti italiani, condotta su dati divulgati dalle polizie tributarie dei singoli stati Ue.
Dopo l'Italia, nella lista nera figurano la Romania con il 41,6%, la Bulgaria con il 38,3%, l'Estonia con il con 37,4%, la Slovacchia con il 32,4%. Fanalino di coda l'Inghilterra con il 11,9%, il Belgio con il 10,3% e chiude la Svezia con il 7,6%.
In Italia i principali evasori risultano essere gli industriali (32%), bancari e assicurativi (28%), seguiti da commercianti (12%), artigiani (11%), professionisti (9%) e lavoratori dipendenti (8%).
A livello territoriale, tra le regioni, dove sono aumentati numericamente gli evasori fiscali nei primi 7 mesi del 2010, troviamo la Lombardia, con +10,1%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente al Veneto con + 9,2% e alla Campania +8,0%. A seguire la Valle d'Aosta con +7,3%, il Lazio con +7,1%, la Liguria con +6,3%, l'Emilia Romagna con +6,1%, la Toscana con +5,4%, il Piemonte con +5,2%, le Marche con +5,0%, la Puglia con +4,5%, la Sicilia con +4,5% e l'Umbria con +4,4%.
La Lombardia, anche in valore assoluto, ha fatto registrare il maggior aumento dell'evasione fiscale. In percentuale, il dato lombardo aumenta, nei primi sette mesi, di circa il 12,8%.
E poi c'è poi la sorpresa delle pompe funebri. Due decessi su tre registrati all'anagrafe sono sconosciuti dal fisco.
«Dall'analisi degli studi di settore - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - delle aziende funerarie nel nostro Paese 2 morti su 3 si tumulano da soli. Tariffe molto alte, quindi, che molto spesso però non lasciano traccia».
«Dai dati è inoltre emerso - continua Carlomagno - che solo un cittadino su cinque sa perché paga le tasse, mentre quattro su cinque si considerano sudditi di un'amministrazione finanziaria troppo burocratizzata, che non eroga i servizi sociali dovuti, violando i diritti dei contribuenti».

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Scuola: 1 IOtaliano0 su tre compra testi usati.

Immagine della News Notizia n° 440   del: 31-08-2010 [18:16]   Autore: Raffaelepirozzi
 

SCUOLA, CONTRIBUENTI.IT: 1 ITALIANO SU 3 COMPRA TESTI USATI.

Un italiano su tre compra testi usati. Emerge da un'indagine di Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani.
La ricerca sul comportamento dei consumatori per l'acquisto dei libri e dizionari scolastici indica che si e' passati dal 28% dello scorso anno al 36% di quest'anno.
In Italia, Napoli, Aosta, Pescara, Rimini, Roma, Firenze, Udine, Verona, Prato e Campobasso sono le città dove è più conveniente acquistare i libri usati, con sconti mediamente del 50%, mentre Milano, Imperia, Torino, Genova, Bologna, Terni, Rieti, Salerno, Potenza e Caserta sono tra le città dove il risparmio non supera il 40%.
I maggiori affari, però, si fanno sul web dove è possibile acquistare testi usati con sconti che vanno dal 70% all' 80%.
''Un aumento considerevole dell'8% - evidenzia il presidente dell'Associazione Contribuenti.it Vittorio Carlomagno -. Il 37% del campione lo fa per ristrettezze economiche, il 21% per combattere il caro vita ed il 10% perche' costano meno delle fotocopie''.

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Due edifici su tre della scuola non sono a norma.

Immagine della News Notizia n° 439   del: 29-08-2010 [18:38]   Autore: Raffaelepirozzi
ECONOMIA / CRONACA

SCUOLA: CONTRIBUENTI.IT; DUE EDIFICI SU TRE NON SONO A NORMA.
TRE QUARTI CONTRIBUENTI CHIEDONO PIU' RISORSE VERSO ISTRUZIONE

 Mettere subito in sicurezza il 65% delle scuole italiane. Lo chiede Contribuenti.it, l' associazione dei contribuenti italiani, che ha commissionato uno studio alla KRLS Network of Business Ethics, dal quale emerge che in Italia solo il 46% delle scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 98% della Germania, il 93% della Francia, il 92% dell'Inghilterra, l'89% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 64% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 53% dell'Albania che chiude la classifica.
"Per combattere l'evasione fiscale bisogna far comprendere agli italiani come vengono spesi i loro soldi. Tre contribuenti su quattro chiedono di investire sui giovani e sulla pubblica istruzione affinché tutti gli edifici scolastici siano a norma&q uot; dice il presidente di Contribuenti.it, Vittorio Carlomagno. In occasione del convegno sulla 'Tax compliance ed evasione fiscale' tenutosi stamane a Capri, è infatti emerso che in Italia, due scuole su tre non sono a norma. Appena il 35% degli edifici, infatti, ha il certificato di agibilità statica, quello di agibilità igienico sanitaria, nonché il certificato prevenzione incendi.
"Basta con il teatrino della politica, Bisogna iniziare a risolvere i problemi di tutti i giorni. Il governo deve dimostrare di saper spendere i nostri soldi in opere utili, ridando la fiducia ai contribuenti italiani. I dati statistici - ricorda Carlomagno - dicono che solo un cittadino su quattro capisce perché paga le tasse. Solo con la tax compliance si può combattere l'evasione fiscale".
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Due edifici su tre della scuola non sono a norma.

Immagine della News Notizia n° 438   del: 29-08-2010 [18:37]   Autore: Raffaelepirozzi
ECONOMIA / CRONACA

SCUOLA: CONTRIBUENTI.IT; DUE EDIFICI SU TRE NON SONO A NORMA.
TRE QUARTI CONTRIBUENTI CHIEDONO PIU' RISORSE VERSO ISTRUZIONE

 Mettere subito in sicurezza il 65% delle scuole italiane. Lo chiede Contribuenti.it, l' associazione dei contribuenti italiani, che ha commissionato uno studio alla KRLS Network of Business Ethics, dal quale emerge che in Italia solo il 46% delle scuole ha il certificato di agibilità statica, contro il 98% della Germania, il 93% della Francia, il 92% dell'Inghilterra, l'89% della Spagna, il 77% della Polonia, il 71% del Portogallo, il 64% della Romania, il 58% della Bulgaria e il 53% dell'Albania che chiude la classifica.
"Per combattere l'evasione fiscale bisogna far comprendere agli italiani come vengono spesi i loro soldi. Tre contribuenti su quattro chiedono di investire sui giovani e sulla pubblica istruzione affinché tutti gli edifici scolastici siano a norma&q uot; dice il presidente di Contribuenti.it, Vittorio Carlomagno. In occasione del convegno sulla 'Tax compliance ed evasione fiscale' tenutosi stamane a Capri, è infatti emerso che in Italia, due scuole su tre non sono a norma. Appena il 35% degli edifici, infatti, ha il certificato di agibilità statica, quello di agibilità igienico sanitaria, nonché il certificato prevenzione incendi.
"Basta con il teatrino della politica, Bisogna iniziare a risolvere i problemi di tutti i giorni. Il governo deve dimostrare di saper spendere i nostri soldi in opere utili, ridando la fiducia ai contribuenti italiani. I dati statistici - ricorda Carlomagno - dicono che solo un cittadino su quattro capisce perché paga le tasse. Solo con la tax compliance si può combattere l'evasione fiscale".
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Anche i generi di prima necessità dei bebè sono tassati.

Immagine della News Notizia n° 437   del: 28-08-2010 [16:03]   Autore: Raffaelepirozzi
Economia

FISCO/CONTRIBUENTI.IT: L'ITALIA NON RISPARMIA NEANCHE I BEBE'.

 In Italia si comincia prestissimo a fare i conti col fisco, tanto da poter parlare di 'baby-tartassati' già dai primi giorni di vita. La denuncia arriva da Contribuenti.it che ha calcolato come i piccolissimi 'versano' allo Stato - dalla nascita allo spegnimento della prima candelina - 1.280 euro di sola Iva sui generi di prima necessità: latte in polvere, biscotti, pappine, omogeneizzati, pannolini e tutto quanto può servire a nutrire, coprire e trasportare un bebè. Una cifra elevata, ma soprattutto sproporzionata rispetto a quanto pagano gli adulti per beni analoghi, rileva l'associazione in una nota spiegando che su generi alimentari di prima necessità come pane e latte si applica un'aliquota Iva agevolata pari al 4%, mentre nessuna agevolazione è prevista per i prodotti destinati all'infanzia, tutti soggetti all'aliquota ordinaria del 10 o 20%. Il risultato è che i bimbi pagano, come detto, 1.280 euro in luogo dei 230 che verserebbero in caso di agevolazione. Una differenza di ben 1.050 euro che, moltiplicata per i 563.000 bambini che ogni anno nascono in Italia, porta nelle casse dello Stato un surplus annuo - secondo i calcoli dell'associazione - di oltre 591 milioni di euro all'anno. Contribuenti.it, l'Associazione contribuenti italiani, parla così di un ''quadro desolante''. Il presidente dell'associazione Vittorio Carlomagno ha commentato in una nota che ''è assurdo che l'amministrazione finanziaria faccia tale discriminazione, penalizzando ancora una volta le fasce più deboli''. Per correggere questa sperequazione, Contribuenti.it intende chiedere al governo che, nella prossima finanziaria, venga inserito un provvedimento di riduzione al 4% dell'Iva ''su tutti i prodotti destinati alla prima infanzia'', come accade nei principali paesi europei dove addirittura, in alcuni, si applica l'IVA del 2% al posto del 4%, e di rendere i costi deducibili nella dichiarazione dei redditi. Secondo l'Associazione Contribuenti Italiani, con la riduzione dell'IVA al 4% su tutti i beni destinati ai bambini, come alimentari, pannolini, biberon, passeggini, seggiolini per auto e tanti altri, le neo famiglie italiane potrebbero risparmiare circa il 24% della spesa familiare.
''La riduzione delle tasse deve iniziare dai bambini - conclude Carlomagno - E' un dovere dello Stato sostenere le famiglie e permettere loro di procreare".
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Italiani stressati dal Fisco.

Immagine della News Notizia n° 436   del: 28-08-2010 [15:39]   Autore: Raffaelepirozzi
ECONOMIA / CRONACA

 ITALIANI STRESSATI DAL FISCO

 Italiani sempre più stressati dalle imposte e sognano di vivere negli USA dove si pensa al fisco solo una volta all'anno. 7 italiani su 10, secondo Lo Sportello del Contribuente, temono di trovare, al rientro delle vacanze, un "invito" da parte del Fisco e 3 contribuenti su 10 temono di perdere la propria casa. E già si parla di "stress fiscale" In cosa consiste? Molte segnalazioni sono pervenute di contribuenti che accusano una sensazione di smarrimento che sfocia in sintomi psicosomatici come tosse, mal di testa, dolori muscolari, intestino irritabile: sintomi di chi si è "rilassato" in vacanza e fa fatica a rientrare nello stato mentale della quotidianità e della vita di tutti i giorni. In alcuni casi più estremi è subentrata anche l'ansia, insonnia e leggeri disturbi depressivi, con la paura di perdere la propria abitazione. Anche durante la settimana di ferragosto i contribuenti non hanno smesso di pensare al fisco anche a seguito delle continue "notizie" lanciate dall'amministrazione finanziaria. Nella sola settimana di ferragosto, sono stati ben 38.796 i cittadini che hanno contattato "Lo Sportello del Contribuente" richiedendo l'assistenza dei funzionari. Tra i contribuenti più stressati dal fisco figurano in testa in testa quelli residenti in Campania, con 4.873 richieste, secondo e terzo posto spettano rispettivamente a quelli dell'Emilia Romagna con 4.227, e del Lazio con 3.864. A seguire quelli della Sicilia con 3.312 richieste, Lombardia con 2.915, Toscana con 2.572, Veneto con 2.476, Piemonte con 2.244, Liguria con 1.897 e Trentino Alto Adige con 1.569. Chiudono la classifica la Valle d'Aosta con 1.120 richieste, l'Abruzzo con 1.054 ed il Molise con 975. Finanche il giorno di ferragosto il sito internet www.contribuenti.it è stato consultato da 193.252 visitatori. Internet, posta elettronica e telefo no non sono le uniche fonti di salvezza per i contribuenti italiani. Significativo è anche Lo Sportello del Contribuente "front-office", presente nelle principali città italiane, in prima linea nell'informazione ed assistenza fiscale e legale. Si tratta di una struttura, anche di "pronto intervento", dove operano gli "Angeli del Fisco" di Krls Network of Business Ethics, avvocati e dottori commercialisti leader nella tutela dei diritti del contribuente e nell'assistenza gratuita ai poveri, le vittime di usura, i terremotati, i diversamente abili, le persone anziane over 70 ricoverate in ospedali, case di cura o di riposo e degli italiani residenti all'estero. Complessivamente, nella sola settimana di ferragosto, sono stati rassicurati, in tempo reale, da "Lo Sportello del Contribuente" 30.622 contribuenti.
Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani consiglia contro lo "stess fiscale" di effettuare ogni mese un check-up fiscale gratuito allo Sportello del Contribuente per verificare la propria posizione fiscale ed eventualmente impugnare immediatamente i ruoli esattoriali per tutelare il proprio patrimonio familiare.
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Italia: Maglia nera tra i paesi europei per le riscossioni delle tasse.

Immagine della News Notizia n° 435   del: 26-08-2010 [15:57]   Autore: Raffaelepirozzi
In Italia a differenza degli altri paesi europei si effettuano tanti acceramenti che non vengono riscossi e questo fa "vincere" al nostro paese la maglia nera.
il fisco in Italia incassa solo il 10,4% di quello accertato, contro il 94% degli USA, il 91% dell'Inghilterra, il 87% della Francia, il 84% del Belgio, l'81% della Spagna, l'80% della Svezia, il 64% della Romania, il 58% della Turchia, il 44% dell'Albania ed il 31% della Grecia.
Secondo il Rapporto annuale 2010 redatto dallo Sportello del Contribuente, presentato oggi a Bari, cio' che incentiva maggiormente l'evasione fiscale in Italia e' l'inefficienza degli esattori associata alla bassa qualità dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione. Ogni anno in Italia si stima che vengono evase, tra imposte dirette, Iva e Irap, da 125 a 163 MLD di euro. Di queste, nel 2009, sono state accertate 26,34 MLD di euro e riscosse solo 2,74 miliardi, pari al 10,4%,"considerando i versamenti spontanei dei contribuenti per adesione agli accertamenti o per acquiescenza e quelli riscossi tramite ruoli". L'89,6% delle imposte iscritte a ruolo non sono state incassate con un danno all'erario di 23,6 MLD di euro.
Dal Rapporto annuale emerge anche che i contribuenti italiani sono "fortemente contrati" ai metodi usati per la riscossione dei tributi definendoli ''iniqui e vessatori", dal momento che usano mezzi coercitivi in modo sproporzionato, senza alcuna giustificazione". Un intervento che, come rileva il Rapporto, risulta ''grave anche dal punto di vista degli equilibri con i contribuenti italiani, che si vedono costretti, nella maggioranza dei casi, a ricorrere con successo ai giudici tributari''.
"Purtroppo in Italia la forbice tra accertato e riscosso è troppo elevata e il costo dell'inefficienza della P.A. non può essere scaricata sui contribuenti onesti" commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani all'apertura della presentazione, a Lecce, del "Rapporto del Contribuente 2010".
Per frenare l'evasione fiscale e migliorare la Tax Compliance, Contribuenti.it chiede, con urgenza, al Governo di sottoscrivere un patto su 5 punti: 1) il rispetto dello Statuto del Contribuente, che quest'anno è stato disatteso oltre 400 volte dal parlamento, dai governo stesso e dalla pubblica amministrazione; 2) di fermare l'aggressione al patrimonio familiare da parte delle esattorie per tutte le famiglie e piccoli imprenditori assistiti dalle fondazioni antiusura; 3) di disincentivare il fenomeno del pagamento delle tasse a rate, che sta diventando l'altra faccia di un'Italia sempre più povera; 4) di riformare urgentemente il fisco su base federale, rendendolo più equo, ponendo al centro del sistema la famiglia al posto dell'impresa e, sopratt utto, 5) di trasferire alle Regioni le competenze della riscossione dei tributi eliminando le inefficienze e le vessazioni ai danni dei contribuenti onesti".

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