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Aumento record per Fiori e Lumini.

Immagine della News Notizia n° 520   del: 01-11-2011 [09:12]   Autore: Raffaelepirozzi
 



ECONOMIA

CARO ESTINTO: AUMENTI RECORD PER FIORI E LUMINI

Aumenti record per la festa dei morti. Anche quest'anno costerà molto alle famiglie italiane andare a trovare i propri cari a causa della tendenza al rialzo dei prezzi che si stanno registrando in questi giorni. Dall'indagine a campione effettuata nelle 10 principali città italiane emergono speculazioni che non risparmiano chi soffre per aver perso i propri cari.
Una sola rosa, in questi giorni, può arrivare a costare a Milano fino a 5 euro, se acquistata nei pressi di un cimitero. La media italiana comunque è di 4,10 euro, +5,6% rispetto al 2010. Ma se raffrontato con il mese di settembre l'incremento è del 410%.
Contribuenti.it ha, infatti, rilevato che il prezzo medio di una rosa nella prima metà del mese di ottobre era di 1 euro.
"La festa dei morti - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribue nti Italiani - è vissuta dai vivi come la festa delle speculazioni. I fiori freschi, diversamente dagli altri beni, non possono che essere acquistati in loco, essendo beni deperibili".
Alla speculazione dei fiori si aggiunge quella dei lumini che vengono accesi sulle tombe, che sono passati da 2,50 euro del 2010 a 5 euro del 2011, con un aumento del 100%.
Secondo le stime effettuate da Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Magazine, ogni famiglia italiana spenderà, per questa ricorrenza, mediamente 22,30 euro per ricordare i propri cari. Una speculazione da 410 milioni di euro che i contribuenti italiani subiscono, molto spesso, senza neanche ottenere, all'atto dell'acquisto, uno scontrino fiscale.
«Dall'analisi degli studi di settore - conclude Carlomagno - emerge che i fiorai, unitamente alle agenzie di pompe funebri dichiarano redditi sotto la soglia della povertà».


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Alcuni automobilisti soffriranno l'aumento dei carburanti rispetto all'anno scorso.

Immagine della News Notizia n° 519   del: Oggi alle [16:34]   Autore: Raffaelepirozzi
 



BENZINA ANCHE SE POCHISSIMI USUFRUIRANNO DEL PONTE TUTTI GLI AUTOMOBILISTI SOFFRIRANNO DEGLI INCREDIBILI AUMENTI RISPETTO L'ANNO SCORSO

 

Anche se saranno ben pochi gli italiani che usufruiranno del ponte di Ognissanti (a stento arriveranno a due milioni gli autoveicoli vacanzieri) a causa da una gravissima crisi che ha ridotto drasticamente il potere di acquisto delle famiglie, tuttavia chiunque si muoverà sia per diporto che per altre motivazioni pagherà assai più caro il carburante rispetto all’anno scorso.

Infatti la benzina nello stesso periodo 2010 quotava a 1.35 al litro mentre oggi veleggia ad una media di 1.64, grazie sia all’aumento del costo del Petrolio, all’aumento incredibile della tassazione centrale ed anche per alcune addizionali regionali, per un conto complessivo di ben 29 cent. in più al litro.

Ciò comporta per ogni pieno di 50 Litri, utilizzato per ogni evenienza, un maggior costo di 14.5 Euro di cui ben 4 Euro andranno in maggiori tasse.

Sull’anno e sui consumi attuali ciò significa maggiori costi diretti per gli automobilisti di 348 euro annui senza contare delle ricadute inflazionistiche inevitabili ( che comunque si possono già quantificare in circa 285 Euro annui).

Naturalmente siamo ancora in attesa che si mettano in campo da parte del Governo misure atte al controllo delle speculazioni e a quelle di modernizzazione del settore. Per ora questo Governo si è limitato ad aumentare fortemente la tassazione relativa, con le gravi ricadute che noi tutti sopportiamo dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.


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Giochi d'azzardo il 35% delle giocate provengono dai minorenni.

Immagine della News Notizia n° 518   del: Ieri alle [16:01]   Autore: Raffaelepirozzi
 


ECONOMIA

GIOCHI D'AZZARDO, CONTRIBUENTI.IT: 33% DELLE GIOCATE SONO DI MINORENNI, +8,1% NEL 2011.

"L'Italia ha il primato, in Europa, per la maggior cifra giocata al tavoli da gioco, una media quasi 2.205 euro a persona, che vengono sottratti all'economia reale, minorenni inclusi, il cui numero è passato in tre anni da 860 mila unità a 3,3 milioni. L'Erario si preoccupa più di fare cassa che di sensibilizzare sulle tematiche di dipendenza da gioco." Lo afferma Vittorio Carlomagno, presidente dell'Associazione Contribuenti Italiani alla presentazione dello studio "L'annientamento dell'individuo attraverso il gioco d'azzardo legalizzato", avvenuta stamane ad Aosta, che sarà prossimamente pubblicato su "Contribuenti.it Magazine".
Nei primi nove mesi del 2011 si è registrato un aumento delle perdite legate alla dipendenza da giochi e scommesse del 20,4%. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente sono stati lasci ati sul tavolo da gioco circa 962 MLN in più, con un tendenziale annuo che potrebbe arrivare al 29,2%.
I giocatori più incalliti sono quelli residenti in Molise con il 57%, segue la Campania con il 51% e dalla Sicilia 50,7%. In ultimo posto troviamo quelli del Trentino Alto Adige con il 31,9%.
In Italia, il solo gioco legalizzato coinvolge circa 31,7 MLN di persone, di cui 7,9 MLN con frequenza settimanale, e sviluppa un fatturato di circa 72 MLD di euro. Anche il coinvolgimento dei minorenni è aumentato del 8,1%, passando, in tre anni, da 860 mila unità a 3,3 milioni, raggiungendo il 33% di tutte le giocate.
Secondo l'indagine di Contribuenti.it, nel nostro Paese, il consumo e l'abuso di alcol e droghe viene visto come un problema sociale per la collettività e di salute per il singolo, mentre la dipendenza da gioco non viene riconosciuta dallo Stato, e chissà perché, come una malattia sebbene a livello psichiatrico, invece, venga catalogata come una vera e propria patologia. E così, tra il Superenalotto che presenta un montepremi per il "6″ fuori da ogni logica razionale, ed il poker on line legalizzato, non mancano le tentazioni di chi, affetto in maniera latente dal vizio del gioco, rischia di entrare nel tunnel della dipendenza. Ai tempi della crisi, tra l'altro, il fatturato dei giochi di Stato, anziché scendere, aumenta, a conferma di come gli italiani, sempre più disperati, sono alla ricerca di un full d'assi o di una sestina vincente per ottenere ciò che non gli è permesso nella vita reale.
L'Associazione Contribuenti Italiani chiede misure restrittive nei confronti del gioco legalizzato, identificando tutti i giocatori per evitare il riciclaggio del denaro sporco e l'accesso ai minorenni, il divieto al gioco d'azzardo in tutti i luoghi pubblici, sulla scia del divieto delle sigarette e l'aumento della tassazione sulle vincite al fine di renderle meno appetibili, introducendo un'imposta unica sostitutiva su tutti i gi ochi legalizzati (IUG) pari al 50% della vincita.
"Lo scopo delle istituzioni è quello di educare i cittadini, proteggere la loro salute, mentale e fisica - afferma Vittorio Carlomagno, presidente dell'Associazione Contribuenti Italiani - non di certo quello di indurli a giocare al poker o ad indebitarsi con persone senza scrupoli. Senza contare che sono non pochi i giocatori fanno uso di sostanze stupefacenti o si prostituiscono per racimolare i soldi. Per un reale rilancio dell'economia e per accompagnare il paese dall'uscita della crisi economica - conclude Carlomagno - i risparmi degli italiani dovrebbero entrare in circolazione nel mercato attraverso canali legali e produttivi e non lasciare che le perdite al gioco diventino prima fonte di entrate nelle casse statali."

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Fisco :Non sono in regola 4 italiani su 5. Perchè?

Immagine della News Notizia n° 517   del: 29-10-2011 [09:59]   Autore: Raffaelepirozzi
 



ECONOMIA

FISCO, CON IL REDDITOMETRO 4 ITALIANI SU 5


ROMA - Quattro contribuenti su cinque non risultano congrui al redditometro, cioè non rispetterebbero quanto richiesto dall'Amministrazione finanziaria in termini di reddito imponibile e conseguentemente di tasse da versare all'erario. Applicando il metodo di accertamento sintetico denominato "redditometro", che ricostruisce il reddito attraverso i consumi ed il tenore di vita, solo 1 italiano su 5 risulterebbe in linea con le pretese del fisco.
Secondo la stima elaborata da KRLS Network of Business Ethics conto di Contribuenti.it Magazine dell'Associazione Contribuenti Italiani, risulta che per l'anno d'imposta 2010 non sono in linea con il redditometro il 77,2% degli italiani e si stima che con il nuovo redditometro, alla fine del 2011, arriveranno all' 79,8%, con punte record nella fascia giovanile dove 86,4% non è congruo.
"L'evasion e fiscale non si combatte, ne con gli spot televisivi, né con il redditometro o altri strumenti di catastalizzazione del reddito - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - Bisogna riformare il fisco italiano introducendo la tax compliance, seguendo ciò che avviene nei principali paesi europei che hanno ridotto le aliquote fiscali, migliorato la qualità dei servizi pubblici e sopratutto hanno reso trasparenti i conti facendo comprendere ai contribuenti come si amministrano i propri soldi. L'evasione fiscale a causa degli sprechi della P.A. è diventato lo sport più praticato dagli italiani. Fino a quando non migliorerà l'efficienza dell'amministrazione finanziaria e si taglieranno le spese della casta, il governo avrà bisogno di emanare nuovi condoni per far cassa ad ogni costo. E si premieranno sempre i grandi evasori fiscali, che preferiscono pagare le tasse a forfait e con il massimo sconto".

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Aumenta l'evasione delle Grandi Cimpagnie

Immagine della News Notizia n° 516   del: 23-10-2011 [15:43]   Autore: Raffaelepirozzi
 


ECONOMIA

FISCO CRESCE L'EVASIONE DELLE BIG COMPANY + 14% NEL 2011.

Nel 2011 l'imponibile evaso in Italia è cresciuto del 13,1% con punte record nel nord dove ha raggiunto l' 14,2%. In termini di imposte sottratte all'erario siamo nell'ordine del 51,1% pari a 180,3 miliardi di euro l'anno. La stima è stata effettuata da KRLS Network of Business Ethics per conto dell'Associazione Contribuenti Italiani e sarà pubblicata nel prossimo numero di novembre di "Contribuenti.it Magazine".
Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate: l'economia sommersa, l'economia criminale, l'evasione delle società di capitali, l'evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.
La prima riguarda l'economia sommersa. L'esercito di lavoratori in nero si gonfia sempre di più è composto da circa 2,9 milioni di persone, molti dei quali cinesi o extracomunitari. In tale categoria sono stati r icompresi anche 850.000 sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Si stima un'evasione d'imposta pari a 34,3 MLD di euro.
La seconda è l'economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose italiane e straniere (Russia e Cina in testa) che, nel nord Italia è cresciuta nel 2011 del 18,7%. Si stima che il giro di affari non "contabilizzati" produca un'evasione d'imposta pari a 78,2 MLD di euro l'anno.
La terza area è quella composta dalle società di capitali, escluso le grandi imprese. Dall'incrocio dei dati è emerso che l' 78% circa delle società di capitali italiane dichiara redditi negativi o meno di 10 mila euro o non versa le imposte. Molte di queste chiudono nel giro di 5 anni per evitare accertamenti fiscali o utilizzano "teste di legno" tra i soci o amministratori. In pratica su un totale di circa 800.000 società di capitali operative, l' 81% non versa le imposte dovute. Si stima un'evasione fiscale attorno ai 22,4 MLD di euro l'anno.
La quarta area è quella composta delle big company. Una su tre ha chiuso il bilancio in perdita e non pagando le tasse. Inoltre il 94 % delle big company abusano del "transfer pricing" per spostare costi e ricavi tra le società del gruppo trasferendo fittiziamente la tassazione nei paesi dove di fatto non vi sono controlli fiscali sottraendo al fisco italiano 37,2 MLD di euro all'anno. Nel 2011, le 100 maggiori compagnie del paese hanno ridotto del 14% le imposte dovute all'erario.
Infine c'è l'evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese dovuta alla mancata emissione di scontrini, di ricevute e di fatture fiscali che sottrae all'erario circa 8,2 miliardi di euro l'anno.
In testa nel 2011, tra le regioni, dove sono aumentati numericamente gli evasori fiscali, risulta la Lombardia, con +15,3%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente al Veneto con + 14,9% e la Valle d'Aosta con +13,6%. A seguire la Liguria con +13,5%, il Piemonte con 13,4%, il Trentino con 13,1%, il Lazio con +12,9%, , l'Emilia Romagna con +12,8%, la Toscana con +12,6%, le Marche con +11,3%, la Puglia con +10,6%, alla Campania +8,0 %, la Sicilia con +7,6% e l'Umbria con +7,1%.
La Lombardia, anche in valore assoluto, ha fatto registrare il maggior aumento dell'evasione fiscale. In percentuale, il dato lombardo aumenta, nel 2010, di circa il 15,9%.
In Italia i principali evasori sono gli industriali (33,2%) seguiti da bancari e assicurativi (30,7%), commercianti (11,8%), artigiani (9,4%), professionisti (7,5%) e lavoratori dipendenti (7,4%).
A livello territoriale l'evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (31,4% del totale nazionale), seguito dal Nord Est (27,1%). dal Centro (22,2%) e Sud (19,3%).
"Per combattere l'evasione fiscale - ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - bisogna riformare il fisco italiano introducendo la tax compliance, seguendo ci ò che avviene nei principali paesi europei che hanno ridotto le aliquote fiscali, migliorato la qualità dei servizi pubblici e sopratutto eliminato gli sprechi di denaro pubblico. L'evasione fiscale a causa dell'inefficacia della P.A. è diventato lo sport più praticato dalle imprese italiane. Fino a quando non migliorerà l'efficienza dell'amministrazione finanziaria e si taglieranno le spese della casta, il governo avrà bisogno di emanare nuovi condoni per far cassa ad ogni costo. E si premieranno sempre i grandi evasori fiscali, che preferiscono pagare le tasse a forfait e con il massimo sconto".
LA MAPPA DELL'EVASIONE FISCALE IN ITALIA (ANNO 2011)
Le categorie Le modalità Stima annua
dell'imposta evasa
ECONOMIA SOMMERSA Almeno 2.400.000 occupati svolgono un'attività irregolare come lavoratori dipendenti ? 34,3 MLD
ECONOMIA CRIMINALE Controllo del territorio ? 78,2 MLD
SOCIETA' CAPITALE Il 78% delle società di capitali dichiara reddi ti negativi o meno di ? 10 mila ? 22,4 MLD
BIG COMPANY
Transfer pricing conti off-shore e società estere ? 37,2 MLD
LAVORATORI AUTONOMI E PICCOLE IMPRESE Mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali ? 8,2 MLD

TOTALE 180,3 MLD


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Pensionati: Uno su due sono poveri.

Immagine della News Notizia n° 515   del: 16-10-2011 [09:40]   Autore: Raffaelepirozzi
 



ECONOMIA

PENSIONATI,: POVERO UNO SU DUE

In Italia una un pensionato su due è povero con una pensione che non supera la soglia dei 500 euro al mese.
Sono quasi 14 milioni e mezzo le pensioni ed il 49% del totale pari a 7 milioni non superano la soglia dei 500 euro al mese. Di questi, quasi 1.800.000, pari al 12,4% del totale, non oltrepassano nemmeno la soglia dei 250 euro al mese.
Ad effettuare lo studio sull'identikit dei pensionati è stato KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Magazine dell'Associazione Contribuenti Italiani.
Il risultato che emerge e' molto allarmante. Se da un lato la spesa previdenziale continua ad aumentare, dall'altro gli importi corrisposti sono relativamente modesti e, per la metà, non superano la soglia di povertà.
La media dell'importo mensile erogato dall'Inps ai pensionati italiani e' di circa 659 euro.
Ad innalzare la media ci sono i " pensionati d'oro", circa 56mila titolari di pensioni, lo 0,4% del totale, che prendono più di 3.000 euro al mese.
"I pensionati italiani ed in particolare quelli del sud sono tra i più poveri in Europa - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - Serve un'armonizzazione europea del sistema pensionistico ed una seria riforma della politica economica che ponga al centro del sistema economico l'uomo con i suoi bisogni."

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Ina Impresa su Due chiude dopo una verifica.

Immagine della News Notizia n° 514   del: 15-10-2011 [10:11]   Autore: Raffaelepirozzi
 

ECONOMIA

FISCO, CONTRIBUENTI.IT: 1 IMPRESA SU 2 CHIUDE DOPO UNA VERIFICA.

Sono sempre di più imprese italiane chiudono i battenti dopo aver ricevuto una verifica fiscale a carattere generale. Secondo il 2° Rapporto semestrale del Contribuente 2011 dell''Associazione Contribuenti Italiani, presentato stamane a Roma, lo stato di salute dei contribuenti peggiora sempre di più. Lo studio, che sarà pubblicato prossimamente su Contribuenti.it Magazine, ha rilevato che nel 2011, soltanto 1 impresa su 2, il 53,2%, che riceve una verifica a carattere generale riesce a sopravvivere, contro il 68,2% registrato nel 2010. Dallo studio è emerso lo stato di debolezza delle imprese italiane, fatte prevalentemente da piccole aziende, che non riescono a fronteggiare contemporaneamente due eventi straordinari: la crisi economica e l'accertamento fiscale. Secondo il 2° Rapporto semestrale del Contribuente 2011, anche le richieste di rateiz zazioni del pagamento delle imposte sono cresciute: in due anni le richieste sono passate da 800 mila a 1 MLD e l'importo delle imposte rateizzate è cresciuto da 12 MLD a 14 MLD di euro. Nel secondo semestre del 2011 è cresciuta anche la sfiducia dei Contribuenti Italiani nei confronti del Garante del Contribuente passando dal 61,3% al 67,4%. In pratica, 2 contribuenti su 3 chiedono la riforma del Garante del Contribuente perché non si sentono tutelati, come previsto dallo Statuto dei diritti del Contribuente. Al contrario, cresce la fiducia nella Giustizia tributaria dell'1,2%, passando dal 86,4% del 2010 all'87,6% del 2011.
«Ciò che ci amareggia è che molte imprese, anche quest'anno, hanno chiuso i battenti pur sapendo di avere ragione - ha sottolineato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - Per fronteggiare l'emergenza ed aumentare il tasso di compliance chiediamo al Parlamento di istituire, urgentemente, Lo Sportello de l Contribuente presso tutti gli organi diretti ed indiretti dell'amministrazione finanziaria e di riformare il Garante del Contribuente».

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