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Nuova Frontiera dei diritti degli Immigrati.

Notizia n° 120   del: 24-03-2012 [05:14]   Autore: Raffaelepirozzi
 

IMMIGRAZIONE, NUOVA FRONTIERA DEI DIRITTI: CONVEGNO CGIL


La Cgil è un luogo in cui si prova a praticare l’integrazione e in cui si cerca di costruire un modello di convivenza”. È quanto ha sostenuto Vera Lamonica, segretaria nazionale Cgil, intervenendo al convegno promosso dalla Cgil Campania e dalla Camera del lavoro di Napoli “Immigrazione: nuova frontiera per i diritti”. “Per uscire dalla crisi – ha continuato – il lavoro non può essere considerato una merce che si usa e si getta quando non serve più, questo paese non ha bisogno di dare altri colpi ai lavoratori perché se i diritti non sono validi per qualcuno, si riducono per tutti. L’immigrazione è stata per anni e con il precedente governo utilizzata politicamente per creare paura, ma oggi i nostri obiettivi fondamentali devono essere due: in primo luogo assicurare il diritto di cittadinanza a coloro che lavorano, contribuiscono con l’11% al PIL del nostro paese, nascono in Italia, parlano la nostra lingua, ma non possono votare e scegliere chi deve amministrare le loro tasse; in secondo luogo sostenere il diritto al lavoro, lottare contro la precarietà e per la regolarizzazione del lavoro che altrimenti finirebbe solo per indebolirsi sempre di più, soprattutto nel meridione”.
All’incontro hanno preso parte anche il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella, il segretario generale della Camera del lavoro di Napoli, Federico Libertino e Rosalba Cenerelli, della segreteria Cgil di Napoli, la quale ha affermato che la Cgil è la casa comune dei lavoratori e delle lavoratrici, che essa si basa su valori quali la libertà, la democrazia, l’eguaglianza e la solidarietà e che, attraverso l’ufficio immigrati, pratica servizi di consulenza, orientamento  e di collaborazione con le istituzioni per l’assistenza agli immigrati nuovi e di vecchia presenza.
Sergio D’Angelo, Assessore alle Politiche Sociali di Napoli, ha precisato che “ci troviamo in una situazione di deficit di iniziative anche in una città come Napoli, nella quale vivono 30000 cittadini non italiani. Uno degli obiettivi principali del comune nei confronti della questione immigrazione, è quello di ottenere il permesso di soggiorno per questioni umanitarie per circa 15000 immigrati che non sono venuti Italia per scelta, ma per sfuggire alla povertà e alla guerra che pervadono i loro paesi”. L’assessore D’Angelo ha inoltre ha annunciato che entro fine aprile si terrà una cerimonia per dare la cittadinanza onoraria a tutti gli stranieri nati in Italia.
Al convegno è anche intervenuto Severino Nappi, assessore al Lavoro Regione Campania, il quale ha ricordato che “in Campania vige la legge regionale sull’immigrazione migliore in Italia, ma che può essere ancora migliorata se ci si pone come obiettivo il raggiungimento delle pari opportunità per i cittadini italiani e per gli immigrati che rappresentano una risorsa e non un limite per il nostro paese”.
Tra gli altri sono intervenuti anche Teresa Granato segretaria Cgil Campania, Arben Hasani rappresentate Fillea-Cgil ed esponenti della comunità di Sant’Egidio, della rete antirazzismo e degli sportelli immigrati di Caserta.


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Lampedusa: Barcone contro gli scogli.

Notizia n° 119   del: 08-05-2011 [09:12]   Autore: Raffaelepirozzi
 

LAMPEDUSA: BARCONE CONTRO SCOGLI, 500 MIGRANTI IN MARE, SALVATI.I SOCCORSI SI GETTANO IN ACQUA E LI SALVANO TUTTI. LA 'CARRETTA' DALLA LIBIA. PRIMA SBARCATI IN 800

ANSA

Proveniva dalla Libia, secondo quanto riferiscono alla Guardia di Finanza, il barcone che alle 4.10 si é infranto sugli scogli appena davanti al porto di Lampedusa. Gli immigrati a bordo sarebbero stati circa 500. "Sono in corso le ricerche di eventuali dispersi - aggiungono le Fiamme gialle - ma sembra che non ci siano vittime". Sulla barca erano riusciti a salire anche tre finanzieri: "stavano dirigendo verso l'imboccatura del porto quando il timone si è improvvisamente rotto impedendogli di virare verso sinistra". Il barcone si è così incagliato e "solo grazie alla perizia dei finanzieri che hanno matenuto la marcia ingranata la barca non è stata ripetutamene sbattuta sugli scogli". Tutti i soccorritori si sono buttati in mare: finanzieri, uomini della capitaneria, carabinieri, poliziotti, volontari. Tra i migranti molte donne, anche incinte, e bambini.

IMMIGRAZIONE: LAMPEDUSA; ARRIVATO ALTRO BARCONE CON 800 MIGRANTI 

Poco prima che il barcone con oltre 300 migranti si incagliasse in prossimita' del porto, a Lampedusa e' arrivata l'altra imbarcazione che era stata segnalata ieri pomeriggio: 800 i migranti a bordo, tra cui 138 donne e 12 bambini.

BARCONE NAUFRAGA DAVANTI ALLA LIBIA, OLTRE 600 A BORDO, DECINE MORTI -  Un barcone con oltre 600 migranti é naufragato all'alba di ieri mattina davanti alle coste libiche, nei pressi di Tripoli. Nell'incidente sarebbero morti decine e decine di migranti; altri si sarebbero salvati raggiungendo a nuoto la riva. L'imbarcazione sarebbe infatti colata a picco subito dopo la partenza, a poche decine di metri dalla spiaggia, perché sovraccarica. Secondo le testimonianze raccolte dal giornalista somalo Aden Sabrie, che collabora con la Bbc, sarebbero stati recuperati 16 cadaveri di suoi connazionali, tra cui alcune donne e tre neonati, mentre altri 32 risultano ancora dispersi. Ma il numero complessivo delle vittime, provenienti anche da altri paesi dell'area sub sahariana, sarebbe di gran lunga superiore. La notizia del naufragio è stata confermata al giornalista della Bbc anche dall'ambasciatore somalo in Libia, Mohamed Abdiqani. Secondo una prima ricostruzione, attraverso le testimonianze di alcuni sopravvissuti, il barcone con oltre 600 migranti sarebbe partito un'ora dopo un'altra "carretta" che aveva un numero analogo di persone a bordo. Quasi certamente si tratta dell'imbarcazione con 655 profughi approdata in nottata a Lampedusa dopo essere stata soccorsa a circa venti miglia dall'isola dalle motovedette della Guardia Costiera. La notizia si è subito diffusa nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, provocando commozione e sgomento. Una donna somala giunta ieri sta piangendo dopo avere appreso telefonicamente da alcuni parenti che il figlio, partito con il secondo barcone, sarebbe tra le vittime.

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Immigrazione: Decisione unilaterale del Governo intervenga Caldoro.

Notizia n° 118   del: 22-04-2011 [13:03]   Autore: Raffaelepirozzi
 

IMMIGRAZIONE (SANTA MARIA C.V).CGIL CAMPANIA: QUELLA DEL GOVERNO DECISIONE UNILATERALE. NO A CIE, CALDORO INTERVENGA



Trovano purtroppo conferma le nostre preoccupazioni rispetto all'ex caserma Andolfato di Santa Maria Capua Vetere che, su indicazione del Ministero dell'Interno, si sta trasformando in un CIE, centro di identificazione e di espulsione, da noi sempre osteggiato come luogo di internamento e di carcerazione di persone a cui si deve garantire, invece, accoglienza e conforto". E' quanto si legge in una nota diffusa da CGIL Campania.
"L'istituzione del CIE - denuncia - è atto prevaricante, deciso unilateralmente da Maroni, senza alcun coinvolgimento e confronto con le tante forze politiche, sindacali e dell'associazionismo della Campania che pure hanno garantito la corretta gestione dell'emergenza profughi dei giorni scorsi altrimenti in balia di improvvisazione e conflitti che hanno evidenziato l'inadeguatezza di quel sito a far fronte alla difficile situazione che si determinava".
"Tale provvedimento - aggiunge - risulta perciò improvvisato, improvvido e da ritirare immediatamente perché, come denunciano unitariamente anche i sindacati di polizia, rischia di indurre ulteriori tensioni sul versante della sicurezza ma anche - nelle condizioni date - è grave conferma dell'accanimento non solo verso i profughi che ancora si trovano nella caserma, ma anche verso coloro che si attendono, tra i quali, certamente, altre donne e bambini".
"La CGIL Campania oltre a ribadire la profonda contrarietà all'istituzione del CIE - conclude - chiede un immediato intervento del Presidente Caldoro contro una decisione che passa sulla testa delle istituzioni campane e invita i parlamentari e i loro partiti, le associazioni e l'Alto Magistero della Chiesa, ad un pronunciamento netto e chiaro a favore del diritto di quanti arrivano sulle coste italiane ad essere considerate persone libere a cui è doveroso dare aiuto e supporto".

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Emergenza Sicilia: in tre giorni sono giunte 1.200 immigrati.

Notizia n° 117   del: 11-02-2011 [10:30]   Autore: Raffaelepirozzi
 

EMERGENZA IN SICILIA :MIGRANTI: OLTRE 1.200 PERSONE SOCCORSE IN TRE GIORNI

Torna l'allarme sbarchi in Sicilia. Nella notte sono arrivate sulle coste siciliane altre 852 persone, quasi tutti sedicenti tunisini o comunque nordafricani. Il numero destinato a salire ancora. Situazione difficile sotto il profilo dell'accoglienza

In tre giorni sono arrivati in più di 1200, sbarcati sulle coste italiane dai barconi della speranza. E l'afflusso non è ancora finita. E' salito a 852 il numero degli immigrati giunti a Lampedusa tra la notte scorsa e le prime ore di questa mattina, in un'ondata massiccia di sbarchi innescata dalle tensioni politiche in Tunisia.

L'ultimo gruppo, composto di 181 persone, viaggiava su un barcone che è stato raggiunto a 6 miglia a ponente dell'isola da motovedette della Guardia costiera e rimorchiato in porto. L'operazione, coordinata dalla Capitaneria di porto di Palermo, si è conclusa poco dopo le otto al termine di una nottata in cui la Guardia costiera aveva effettuato altri 11 interventi per soccorrere in totale 671 migranti, quasi tutti sedicenti tunisini o comunque nordafricani.

Ieri sull'isola erano sbarcati 221 stranieri
e altrettanti mercoledì, il che porta il totale degli ultimi tre giorni a 1.294. Numeri probabilmente destinati a crescere nelle prossime ore anche perché le condizione meteo nel Canale di Sicilia sono stabili. La Guardia costiera ha ricevuto pochi minuti fa la segnalazione dell'arrivo di altri 70 uomini.

A Lampedusa la situazione è difficile sotto il profilo dell'accoglienza, perché il centro di permanenza è stato chiuso ormai da tempo e il governo non ha dato ordine di riaprirlo ma anche per le complessità dell'organizzazione del trasferimento di un così grande numero di persone. Gli extracomunitari saranno destinati a strutture prevalentemente in Sicilia e Calabria.








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Rosarno un anno dopo.

Notizia n° 116   del: 06-01-2011 [06:57]   Autore: Raffaelepirozzi
 

MIGRANTI :ROSARNO UN ANNO DOPO: MENO STRANIERI, TUTTI SENZA CASA

A 12 mesi dalla rivolta la situazione nella piana di Gioia Tauro resta drammatica: circa 800 africani vivono in vecchi casolari, spesso senza luce né acqua. Il 7 gennaio corteo per ricordare. Il sindaco: "Il governo non ha fatto niente per l'accoglienza"

di rassegna.it

I migranti sono molti di meno, l'emergenza abitativa sempre più grave. A un anno dalla rivolta di Rosarno (7 gennaio 2010), e dalla reazione della popolazione locale, è questa la situazione nel centro in provincia di Reggio Calabria. E' quanto si apprende da un'inchiesta realizzata dall'Ansa, che dopo dodici mesi torna sui luoghi della rivolta e fa il punto della situazione.

Gli stranieri sono fortemente diminuiti nell'arco dell'anno. Gli africani nella piana di Gioia Tauro sono circa 800. Questo fenomeno, però, non è dovuto al timore di nuove violenze, ma alla crisi che ha colpito duramente il settore agricolo. Lo spiega all'agenzia il sindaco, Elisabetta Tripodi (Pd): "Molti produttori non hanno convenienza a fare raccogliere arance e mandarini per 7 centesimi al chilo, la metà di quello che sarebbe il prezzo".

La situazione delle case resta drammatica. Non ci sono più neanche i "ghetti" occupati dai migranti, continua la prima cittadina, i lavoratori vivono in vecchi casolari nelle campagne, spesso senza luce né acqua. "Per l'accoglienza - dichiara Tripodi - a livello nazionale non è stato fatto niente. Noi abbiamo individuato un'area per una struttura da 120 posti. Attendiamo i container della protezione civile regionale. Poi sistemeremo bagni e docce".

Venerdì 7 gennaio a Rosarno è previsto un corteo, organizzato da Cgil e Radici, che partirà da piazza Valariori, a cui seguirà un incontro con il prefetto di Reggio Calabria. "Se la questione non viene affrontata dal punto di vista economico e della legalità, tutto rischia di vanificarsi". Lo afferma il segretario generale della Cgil di Gioia Tauro, Antonino Calogero, intervistato da Rassegna Sindacale. "Le condizioni di sfruttamento e marginalità – aggiunge - rendono difficile lo stesso rapporto con le organizzazioni sindacali, cui alcuni immigrati guardano con diffidenza".

Sulla stessa linea è padre Antonio Bonato, missionario comboniano che opera da anni nel casertano. Ricorda la strage di Castelvolturno nel 2008, dove la camorra uccise sei africani, a cui seguì una manifestazione di protesta dei migranti. "Dopo la strage nulla è cambiato - a suo avviso -. Il disagio che esprimono gli immigrati è proprio anche degli italiani, e nasce dall’incapacità di riconoscere la trasformazione culturale in atto".










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Comunicato Stampa della CGIL di Caserta in merito alle ultime aggressioni degli immigrati.

Notizia n° 115   del: 07-12-2010 [13:36]   Autore: Raffaelepirozzi
 

Gli episodi di violenza ai danni di cittadini immigrati si stanno moltiplicando in maniera preoccupante. Nelle ultime settimane in varie zone della nostra provincia abbiamo registrato decine di aggressioni, furti, violenze e abusi di vario genere ai danni dei cittadini migranti già sufficientemente vessati da una legislazione estremamente restrittiva, dalle dure condizioni di vita. Nelle ultime settimane una vera e proprio banda di bulli locali terrorizza i migranti residenti a Castel Volturno, soprattutto in località Pescopagano; spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine hanno aggredito e derubato diversi migranti. E' solo di pochi giorni fa la notizia di migranti duramente aggrediti in varie zone dell’Aversano , e a tal proposito il nostro pieno sostegno va ad Ayoub, il giovane marocchino ferocemente aggredito nelle scorse settimane a San Marcellino, senza alcun motivo o causa scatenante, ed alla comunità islamica di San Marcellino, che continua con forza e coraggio a praticare la pace e l’invito al dialogo. Questo stato di cose ci preoccupa profondamente e chiediamo alle Istituzioni competenti di non sottovalutare quello che sta accadendo: i migranti sono cittadini di questo paese ai quali viene quotidianamente chiesto di rispettare regole e leggi talmente restrittive da essere spesso inapplicabili, è dovere di tutti, a partire dalle istituzioni, tutelare la loro sicurezza e la loro incolumità.


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Comunicato Stampa della Fiom Nazionale.

Notizia n° 114   del: 15-11-2010 [16:52]   Autore: Raffaelepirozzi
 

COMUNICATO STAMPA DELLA FIOM NAZIONALE


MIGRANTI. FIOM: L’ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DAL COORDINAMENTO NAZIONALE. SOSTEGNO ALLE MANIFESTAZIONI CGIL DEL 18 E DEL 27 NOVEMBRE E RICHIESTA DI UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE IL 1° MARZO.


Il Governo e le Autorità competenti aprano un tavolo di confronto finalizzato ad un provvedimento di prolungamento dei permessi di soggiorno per coloro che hanno perso il lavoro a causa della crisi ed a superare la situazione di diffusa irregolarità e sfruttamento del lavoro nero attraverso una sanatoria generalizzata” questa è una delle richieste emerse dal Coordinamento nazionale migranti Fiom che si è riunito a Bologna il 13 novembre 2010. Il Coordinamento richiede inoltre:

- una risposta positiva ed immediata alla richiesta di “tregua umanitaria” promossa dalle realtà del Presidio di via S. Faustino a Brescia;

  • l’immediata liberazione dei migranti e dei solidali tratti in arresto a Brescia e che non vengano messe in atto ulteriori rappresaglie nei confronti dei protagonisti delle lotte, in particolare nei confronti dei migranti, per i quali devono essere annullati i decreti di espulsione già emanati;

  • che il Governo e la Autorità competenti, assumendosi la piena responsabilità della situazione disastrosa e paradossale determinata dalla mostruosità giuridica che viene giustamente chiamata “sanatoria truffa”, rilascino con effetto immediato un permesso di soggiorno a tutti e tutte coloro la cui domanda di regolarizzazione non sia ancora stata accolta, attraverso l’applicazione ai sensi di quanto previsto dall’art. 18 del Testo Unico sull’Immigrazione e attraverso l’annullamento dei vincoli imposti dalla “Circolare Manganelli”.

Il Coordinamento nazionale migranti Fiom invita inoltre “tutte le realtà della rete antirazzista e dei migranti ad impegnarsi congiuntamente per dare uno sbocco positivo alle lotte in corso attraverso la costruzione di iniziative di sostegno.”

Per sostenere queste proposte il Coordinamento nazionale migranti Fiom “si impegna per la riuscita della mobilitazione nazionale dei migranti, indetta dalla Cgil per il prossimo 18 novembre, e ritiene necessario che i contenuti e le ragioni della lotta in corso a Brescia e a Milano vengano assunte e rese visibili nella manifestazione della Cgil del 27 novembre 2010 e nello sciopero generale richiesto dalla Fiom.”

Inoltre, il Coordinamento nazionale migranti Fiom ritiene “di fondamentale importanza l’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati migranti della Fiom decisa dal Comitato Centrale dell’8 novembre scorso, sia per quanto riguarda la discussione interna alla Fiom, che per poter decidere di partecipare attivamente, sulla base della condivisione dell’intera organizzazione, al percorso già avviato da alcune realtà per la costruzione di una nuova, grande giornata di mobilitazione a carattere nazionale per i diritti dei e delle migranti per il 1° marzo 2011.”


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