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Aitui per i bambini denutriti dell'Africa.

Notizia n° 71   del: 24-08-2009 [18:11]   Autore: Raffaelepirozzi
 

LA POPOLAZIONE AFRICANA È LA PIÙ POPOLATA E LA PIÙ VECCHIA AL MONDO LA "SAVE THE CHILDREN" CHIEDE AIUTO AI LEADER MONDIALI A SOSTEGNO DEI BAMBINI AFRICANI DENUTRITI


di Lopreiato Antonella


Quando alcuni studiosi per lunghi anni hanno approfondito gli studi sull'Africa, non si aspettavano di ritrovare tra le popolazioni più in aumento, il primato per la popolazione mondiale più antica del pianeta, ossia quello proveniente dall'Africa. Gli africani sono tra l'altro riconosciuti come il continente più popolato al mondo. Ad oggi si contano circa un miliardo di africani con la nascita sempre più in aumento di bambini che detengono il primato mondiale. Se continua così nel 2050 la popolazione africana sarà di due miliardi. Le mamme in Africa hanno un'incidenza di parti del 5,7% con la media mondiale di 2,6 figli per ciascuna donna. La colpa sembra essere legata alle abitudini sessuali, in effetti nel resto del continente si utilizzano sempre più contraccettivi, sono circa il 62% delle donne fertili che ne fa uso per evitare le gravidanze. Le moderne tecniche nei paesi più industrializzati permettono di incentivare l'utilizzo di meccanismi nuovi e proprio per tale ragione la donna è più emancipata e non rischia la gravidanza. Le donne europee sono più dedite al lavoro mentre le donne africane no. Si vedono sempre meno parti negli ospedali europei dove, per tale ragione, si riscontrano per la crisi mondiale delle soglie minime di nascite. E' un problema questo che porta alla tensione le popolazioni pronte a mettere su famiglia. Le tradizioni dell'Africa sono diverse e una di queste è la procreazione. La nascita di innumerevoli bambini ha portato all'aumento della popolazione mondiale aiutando chi invece è a rischio. Se continua così tra qualche anno l'Africa avrà una media di due milioni di persone ogno 50 anni. Nei Paesi poveri la ricchezza proviene dalla popolazione mentre nei Paesi industrializzati il rischio è alto. Nessuno più fa figli in numero elevato e anche il Sud ultimamente e in ribasso considerando una percentuale intorno all'1% di nascite italiane anche se il Sud aiuta tantissimo il Nord. Non siamo certo tra quelli che aiutano la demografia mondiale.


Gli studiosi negli ultimi dieci anni affermano "abbiamo prelevato campioni di sangue in tutto il continente africano- racconta Sarah Tishkoff dell’ Università della Pennsylvania- dopo dieci anni possiamo finalmente dire che l’Africa è stato veramente un continente melting pot, con al suo interno tutti i geni che nei millenni successivi avremmo trovato nel resto del mondo. E’ davvero il luogo di nascita dell’umanità. Il più vecchio ed ora anche il più giovane per la nascita di moltissimi bambini è l'Africa. Incredibile correlazione tra l'opposto e il suo contrario, irrefrenabile per le nascite e lento per l'evoluzione resta il più povero e meno industrializzato paese al mondo. Molte vite nascono ma molte ancora non hanno possibilità di crescita per via della fame e della mancata occupazione. Bisogna che i Governi mondiali provvedano al riordino della situazione incresciosa e massacrante che vive l'africano. Molte associazioni ed anche la Fao (l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura) ha fatto molto per accrescere i livelli di nutrizione. Le nazioni unite continuano a trovare le possibili soluzioni per la salvaguardia degli innocenti che hanno bisogno di nutrirsi con l'integrazione e l'impegno sull'agricoltura. Ogni giorno muoiono più di 13.000 bambini per malnutrizione e per malattie guaribili. Sono dati davvero allarmanti bisogna solo impegnarsi a raggiungere un equilibrio costante per la salvezza delle vite umane attraverso l'impegno di ogni Stato.

"La vita è un bene prezioso e c'è chi vuole viverla ma non può!... perchè non ha un pò di pane e c'è chi il pane lo butta! e c'è chi non vuole vivere e si uccice! Il mondo è in subbuglio ma le vite degli innocenti sono un dono che va tutelato e protetto, poichè è peccato far finta di nulla. E' un allarme umanitario", tuteliamolo! E' ciò che afferma Save the children", un'associazione umanitaria che si occupa dei bambini di tutto il mondo. L'associazione ha anche chiesto aiuto ai leader d'Europa e dell'Africa di intervenire per dire basta a questa immane tragedia.



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E' una vergogna internazionale per l'intero Paese.

Notizia n° 70   del: 21-08-2009 [19:03]   Autore: Raffaelepirozzi
Nel Canale di Sicilia sono in corso le ricerche di eventuali cadaveri di migranti, dopo che cinque eritrei soccorsi il 20 agosto a sud di Lampedusa hanno dichiarato che altri 73 compagni di viaggio sono morti durante la traversata. Sulla vicenda ha aperto un’inchiesta la Procura della repubblica di Agrigento. "Al momento - ha detto all'Agi il procuratore della Repubblica, Renato Di Natale - abbiamo pochi elementi. Attendiamo il rapporto della Guardia di Finanza che ha interrogato i cinque".

“Siamo partiti il 28 luglio da Tripoli con altre 77 persone, per lo più eritree e in minima parte etiopi”, ha raccontato un giovane sopravvissuto alla Ong Save the Children. “Dopo 6 giorni di viaggio però avevamo finito cibo, acqua, benzina; i cellulari erano ormai scarichi. L'imbarcazione si è trovata in balia dl vento e della corrente. Vi sono stati i primi morti e a mano a mano li gettavano in mare. Sono stati 73. Durante il viaggio abbiamo incrociato almeno 10 imbarcazioni, cui è stato chiesto aiuto, ma invano. Solo nei giorni scorsi, tra lunedì o martedi', abbiamo incrociato un pescatore che ci ha dato acqua e cibo".

L'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr) si dichiara "scioccato" dal racconto. Il portavoce dell'Unhcr, Andrej Mahecic, ipotizza che l'atteggiamento governativo ostile verso i migranti induca i capitani delle navi a non rispettare il costume marittimo di aiutare le imbarcazioni in difficoltà.

E anche la Chiesa stigmatizza la ‘disumanità’ dell’episodio. Un editoriale dell’Avvenire, organo della Cei, accosta quanto avvenuto nel Canale di Sicilia alla Shoah. Mentre per monsignor Bruno Schettino, Presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e arcivescovo di Capua, quanto avvenuto rappresenta una "grave offesa all'umanità e al senso cristiano della vita". Si percepisce, ha detto monsignor Schettino all’Adnkronos, "un senso di povertà dell'umanità, non c'è attenzione verso l'altro, verso gente che è in fuga dalla guerra, dalla miseria, dalla povertà in cerca di serenità e di pace". "E' una morte assurda - ha aggiunto - donne bambini innocenti gettati in mare, è il senso dell'uomo che decade, urge l'impegno dei cristiani di attivarsi concretamente verso coloro che soffrono, il problema e' umano prima che politico".
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Presa d'assalto gli sportelli per le Colf.

Notizia n° 69   del: 21-08-2009 [18:12]   Autore: Raffaelepirozzi
Ci sono file in tutta Italia allo Sportello Colf di Contribuenti.it – Associazione contribuenti Italiani per la compilazione del Mod. F24 dell’importo di 500 euro per la regolarizzazione di colf e badanti.
“Con il nuovo mod. F24 – comunica Conny Buonomano responsabile dello Sportello Colf – il datore di lavoro può versare da oggi l’importo forfettario di 500 euro recandosi alla posta o in banca. Consigliamo di farlo personalmente per evitare le truffe. Inoltre, al momento di richiedere il permesso di soggiorno, da parte dello straniero, è previsto il pagamento aggiuntivo di 72 euro, tra tasse e bolli”.
Contribuenti.it ricorda che il modello F24 è distribuito gratuitamente allo Sportello Colf oltre che reperibile sul sito dell’Inps.
Dal punto di vista geografico, le maggiori file allo Sportello si registrano nel Centro-Nord del Paese, dove in molte zone l’attesa è anche di 40 minuti, mentre rimangono più contenute nel Centro-Sud e nelle Isole, dove raramente supera i 15 minuti di attesa (con le sole eccezione di alcune zone della Campania e del Lazio).
Per tutti i contribuenti, l’Associazione Contribuenti Italiani r
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Gli Stranieri non tolgono lavoro agli italiani: lo dice uno studio della Banca d'Italia.

Notizia n° 68   del: 18-08-2009 [18:29]   Autore: Raffaelepirozzi
L'aumento di stranieri in Italia non ha causato "minori opportunità occupazionali per gli italiani'. E' quanto sostiene la Banca d'Italia in uno studio dal quale emerge la 'complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne'. Lo studio della Banca d'Italia è contenuto nel rapporto sulle economie regionali, consultabile sul sito dell’istituto. Stando all'indagine, l'afflusso di lavoratori stranieri impiegati con mansioni tecniche e operaie ha accresciuto le opportunità 'per gli italiani più istruiti' impiegati in “funzioni gestionali e amministrative” mentre le donne avrebbero beneficiato della presenza straniera, nel settore dei servizi sociali e alle famiglie, che ha attenuato “i vincoli legati alla presenza di figli e l'assistenza dei familiari più anziani” e permesso “di aumentare l'offerta di lavoro” femminile.

In sostanza emerge dal Rapporto una convivenza già praticata e utile tra immigrati e italiani collocati in attività professionali più qualificate, oltre che un’utilità per le donne sgravate da mansioni di cura e obblighi domestici. Il Rapporto ammette, tuttavia, l’emergere di “differenziazioni tra i segmenti della popolazione”, facendo però poco più che un accenno non approfondito alle minori compatibilità tra gli stranieri e le fasce più basse della popolazione italiana.

La quota di popolazione immigrata è passata dallo 0,6 per cento nel 1991 a quasi il 6 nel 2008, scrive il report di Via Nazionale. Nell'ultimo quinquennio il numero di stranieri residenti è più che raddoppiato, portandosi a 3,4 milioni di persone.

L’afflusso di immigrati dall’estero nell’ultimo decennio – si legge nel Rapporto - ha sostenuto la crescita dell’occupazione in Italia, contribuendo a contrastare il progressivo invecchiamento della popolazione. I ricercatori di Bankitalia sottolineano che “gli stranieri hanno un tasso di occupazione superiore a quello degli italiani e percepiscono redditi da lavoro significativamente inferiori; a ciò contribuiscono un più basso livello di scolarità e una maggiore concentrazione in settori e mansioni a minore contenuto professionale e in imprese mediamente meno produttive”.

Inoltre gli stranieri residenti nel Mezzogiorno hanno un’istruzione, dei tassi di occupazionee dei re dditi da lavoro inferiori a quelli del Centro Nord.

Le nuove generazioni di stranieri – prosegue l’indagine - , che rappresenteranno una componente rilevante della futura forza lavoro nel Paese, “registrano significativi tassi di abbandono scolastico e un livello di competenze inferiore a quello, già modesto nel contesto internazionale, degli italiani. Bankitalia rileva però che “il processo di integrazione economico e sociale degli immigrati migliora con il perdurare della loro permanenza in Italia”.

Dal Rapporto si evince anche che “nelle regioni del Centro Nord, maggiormente interessate dall’immigrazione dall’estero è aumentato l’afflusso di italiani laureati, a fronte di una modesta riduzione di quelli con un titolo di studio più basso. Per quest’ultimo effetto – spiega Bankitalia -, la maggiore concentrazione degli stranieri nelle regioni centro settentrionali ha incontrato una domanda di lavoro, prevalentemente nel settore industriale, che in passato era soddisfatta dall’immigrazione interna dal Mezzogiorno”.
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Razzismo o rispetto delle regole?

Notizia n° 67   del: 30-07-2009 [07:05]   Autore: Raffaelepirozzi
 

Razzismo o rispetto delle regole?


di Renato Fioretti


La bufera seguita all’approvazione “bipartisan” dell’ordine del giorno presentato dall’assessore provinciale all’istruzione di Vicenza, che, in sostanza, tenta di impedire che i posti vacanti di “dirigente scolastico” siano coperti da soggetti provenienti dal Sud, ha suscitato scalpore e indignazione.

Per contestare la decisione, sono intervenuti i massimi vertici del Pd, lo stesso Galan, il Governatore del Veneto, ha “preso le distanze” dal provvedimento e Miriam Mafai, attraverso le pagine de “La Repubblica”, ha rivolto un invito a non sottovalutare i fenomeni di apartheid in atto nella scuola pubblica.

Personalmente, non condivido le critiche e le contestazioni. Infatti, credo che - almeno questa volta - si possa oggettivamente ritenere di essere di fronte ad un grosso equivoco; dettato da un’insufficiente informazione e/o approssimativa conoscenza dei fatti.

Faccio una premessa.

Anticipo di aver sempre condiviso la posizione di coloro i quali ritengono che nel nostro Paese - di là da quanto determinato, nel corso degli ultimi anni, dalle posizioni (spesso) xenofobe e razziste della Lega Nord - è sempre stata sottovalutata, spesso esorcizzata e/o negata, la condizione di latente disprezzo e disistima che tanti nostri concittadini del Centro-Nord avvertono nei confronti dei meridionali.

Certo, fanno (sostanzialmente) parte di un innominabile (e vergognoso) passato quegli avvisi presenti a Bergamo, Varese, Modena (per esperienza personale), ecc, che recitavano pressappoco: ” Non si fitta a meridionali”; ciò nonostante, a mio parere, nulla ha mai dimostrato che si potessero ritenere, in assoluto, episodi e condizioni (ormai) completamente superate!

A questo riguardo, se qualcuno si era illuso che il dispregio e l’insofferenza manifestati nei confronti dei “terroni”, solo successivamente amplificati (politicamente) dalla Lega e dai suoi adepti, fossero stati definitivamente accantonati e sostituiti da un vero e proprio rigurgito razzista verso gli stranieri “di turno” - ieri gli albanesi e i romeni, oggi gli extracomunitari, specie se di colore o, addirittura, islamici - ha dovuto clamorosamente ricredersi.

D’altra parte, le cronache giornalistiche ne offrono quotidiane conferme; sarebbe sufficiente riportare il caso del bambino - figlio di meridionali residenti in provincia di Treviso - costretto a cambiare scuola perché regolarmente mortificato e deriso dai compagni di classe con l’appellativo di: ”Monnezza”!

Chiusa la parentesi, rispetto al caso in discussione, ribadisco che siamo di fronte ad una cosa ben diversa da una semplice (e scontata) manifestazione di antimeridionalismo.

In questo senso, se è vero - come, peraltro, chiaramente si evince dal primo articolo pubblicato da “La Repubblica” - che i posti attualmente disponibili in provincia di Vicenza, per la qualifica di dirigente scolastico, sono tali a seguito dell’“esaurimento” della specifica graduatoria regionale, c’è un primo elemento che finisce per essere determinante ai fini della discussione.

Secondo: se è vero, come il servizio giornalistico conferma, che i sopraccitati concorsi, banditi nel 2004, prevedevano - a livello regionale - che gli “idonei” potevano superare il numero dei posti messi a concorso al massimo del 10 per cento; se è altrettanto vero che in alcune regioni meridionali il suddetto limite fu completamente ignorato - con la conseguenza di arrivare a un numero di “idonei” ben superiore al massimo previsto - c’è un altro elemento da non trascurare.

Inoltre, se risponde a verità che, quando il governo Prodi consentì la c.d. “mobilità interregionale”, i posti vacanti nelle regioni del Nord furono già coperti con gli idonei meridionali in “sovrannumero” - perché eccedenti il limite del 10 per cento previsto dai bandi regionali - le critiche appaiono (oggettivamente) molto meno motivate.

Infatti, a questo punto, i timori dei consiglieri provinciali di Vicenza sono dettati dal legittimo timore che i 647 posti vacanti di dirigente scolastico - per i quali il ministero dell’Economia ha autorizzato la copertura - possano essere assegnati a coloro i quali, nel Lazio, Marche, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, sono ancora presenti tra gli idonei delle vecchie graduatorie “gonfiate”, piuttosto che ridistribuiti tra tutte le regioni.

Alla luce di questi elementi, credo che parlare di ritorno all’apartheid ed evocare Rosa Parker sia, francamente, fuori luogo!

Mi pare abbastanza ovvio, invece, che, di là dallo stile e dalla forma - che (di norma) caratterizzano le iniziative dei “folcloristici” rappresentanti della Lega, più avvezzi ai “cori da osteria” (alla Salvini) contro i napoletani, che alla diplomazia - in questo caso sia stato posto un legittimo problema di rispetto delle norme.

In definitiva, ritengo condivisibile un intervento che consenta di evitare che, ancora una volta, siano penalizzati coloro i quali - in questo caso, le Regioni del Centro-Nord - hanno rispettato le norme, a vantaggio di Amministrazioni locali meridionali che, oggettivamente, hanno tanto da farsi perdonare in termini di rispetto delle procedure.

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Regolarizzazione per 500 mila badanti e colf . Le domande dal 1° al 30 Settembre 2009

Notizia n° 66   del: 20-07-2009 [08:12]   Autore: Raffaelepirozzi
 

IN ARRIVO LA REGOLARIZZAZIONE PER 500 MILA COLF E BADANTI.
LE DOMANDE ANDRANNO PRESENTATE DAL 1° AL 30 SETTEMMBRE.
di Vincenzo Annibale

Si va delineando il profilo della legge che permetterà la regolarizzazione di 500 mila collaboratrici domestiche e badanti. La "mini sanatoria" sarà molto probabilmente approvata dal Parlamento prima della pausa estiva, e le domande, attraverso una procedura on line e senza le "corse"
verificatesi con le quote flussi, potranno essere presentate per l'intero mese di settembre.
Trenta giorni a disposizione dei datori di lavoro per chiedere la regolarizzazione contributiva e fiscale, dichiarando di aver impiegato il lavoratore da prima del 30 aprile scorso.
Nel caso in cui il datore di lavoro sia extracomunitario è indispensabile che abbia la carta di soggiorno, e che cioè sia in Italia da più di cinque anni e che nel frattempo abbia però chiesto ed ottenuto questo permesso di lunga durata.
Le domande dovranno essere presentate per via telematica agli Sportelli Unici per l'Immigrazione della Prefettura di competenza territoriale, e dovranno contemplare la prova dell'avvenuto pagamento di una sorta di "condono", pari a 500 euro.
L'iter della procedura di regolarizzazione prevede che al termine della verifica sulla richiesta effettuata, datore e dipendente saranno convocati per stipulare il contratto che poi entro le 24 ore successive dovrà essere comunicato all'INPS.
In attesa di leggere il testo definitivo vanno raccontate alcune notizie già anticipate: a differenza di chi assumerà una badante, coloro che intendono stipulare un contratto con uno od una collaboratrice familiare dovrà necessariamente avere un reddito minimo annuo di 20 mila euro se è "single", di 25 mila euro calcolando invece il reddito dell'eventuale intero nucleo familiare; chi sarà interessato dalla domanda, sia esso il datore o il lavoratore, beneficerà,durante l'iter della regolarizzazione, della sospensione del rischio legato al reato di clandestinità, di favoreggiamento di essa e di
sanzioni penali legate al lavoro irregolare.
Non tutti i migranti potranno usufruire di questa opportunità; saranno quasi certamente esclusi coloro i quali hanno alle spalle espulsioni o condanne per reati gravi.
Va detto che lo Stato calcola di incassare, da questa regolarizzazione, tra i 150 e i 250 milioni di euro, e che auspicabile che in un futuro non lontano si pensi anche a sanare la posizione di tanti altri lavoratori che altrimenti continueranno ad essere fruttati perchè non hanno il permesso di soggiorno.
L'ultima nota riguarda coloro che dopo due anni sono ancora in attesa dell'esito della domanda del decreto flussi; questi potranno decidere di attendere ancora una risposta, che in molti casi e con molta calma, prima o poi arriverà visto che a Napoli, ad esempio, sono più di 7000 le quote
che dovranno essere ancora assegnate.
Ma chi ha partecipato alla "lotteria" dei flussi ed è ancora in attesa, non è escluso dalla "sanatoria"; infatti potrà partecipare alla regolarizzazione, versare le 500 euro col vantaggio di evitare al lavoratore di essere costretto a tornare in patria (come prevede il decreto flussi) per il visto, e avere forse maggiori certezze di veder concludere positivamente la pratica.
Nel caso si opti per questa nuova opportunità, la domanda per i flussi sarà considerata decaduta.
Ora non resta che attendere la pubblicazione della legge e aspettare il mese di settembre per presentare le domande.


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Perché la sanatoria solo per le badanti e le colf?

Notizia n° 65   del: 12-07-2009 [19:11]   Autore: Raffaelepirozzi
 

PERCHE' UNA SANATORIA SOLO PER COLF E BADANTI?


(EnzoAnnibale)
Regna la confusione dietro la possibilità di un "sanatoria" per colf e badanti, annunciata dal Governo.
Non si sa se saranno ripescate le domande escluse dall'ultimo decreto flussi o, più probabilmente, sarà varata una nuova legge ad hoc.
Nelle ultime ore sembra più plausibile la seconda ipotesi; si parla infatti della eventualità di prevedere un lasso di tempo per le nuove domande ( dal 1 al 30 settembre)con le quali i datori di lavoro potranno regolarizzare la loro posizione e quella della colf o della badante da assumere;
inoltre è già stata ipotizzata l'ammontare della "spesa" per avviare la procedura e che dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 euro, in teoria a carico del datore, in pratica potrebbe  invece pesare sui lavoratori, come già vefificato in altre occasioni analoghe, o come succede spesso per il
pagamento dei contributi previdenziali. Dalle anticipazioni lette, parrebbe che durante il periodo
di presentazione delle domande di regolarizzazione è previsto uno stop alle espulsioni, e le famiglie che usufruiranno di questa opportunità non incorreranno in problemi legali, quali quelli previsti dal decreto sulla sicurezza come il rischio di denunce per favoreggiamento della clandestinità.
Sebbene, per un verso o per un altro, le soluzioni prospettate, aprono spiragli alla speranza di
regolarizzazione di migliaia di lavoratrici, la decisione ha comunque aperto la strada a molte, leggittime critiche Prima di tutto non convince l'eventualità di una nuova sanatoria che trascuri le centinaia di migliaia di domande flussi giacenti da due anni presso le Prefetture.
Inoltre non si comprende perchè si pensa di sanare solo la posizione di colf e badanti, e si chiudoono gli occhi davanti a migliaia di lavoratori sfruttati in altri settori
come ad esempio in edilizia, nel terziario, nel commercio, in agricoltura , nelle piccile aziende.
In attesa che si si diradi la nebbia intorno alle decisioni del governo, occorre sperare che vengano ascoltate le critiche che da più parti, a partire dalla CGIL, sono state mosse alle proposte avanzate dai ministri Marini e Sacconi.

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