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Dello Sciopero all'aeroporto di Napoli.

Notizia n° 1571   del: 05-04-2013 [17:26]   Autore: Raffaelepirozzi
 

In data odierna si è svolta presso la Commissione Mobilità del Comune di Napoli, su richiesta dell’OO.SS. un’audizione relativa alla vertenza Quick-No Problem Parking.

Le OO.SS. hanno stigmatizzato l’assenza all’audizione della la Società Gesac SPA che ancora una volta evidenzia una mancata sensibilità verso la Commissione come organo istituzionale.

Al Presidente e alla Commissione invece va riconosciuto l’impegno e la serietà per la concreta disponibilità vista la convocazione in tempi rapidissimi e la costante attenzione alle tematiche del lavoro.

La Società Gesac non può, utilizzando la concessione di Gestione Aeroportuale che di fatto la pone in una posizione di monopolio, porre in essere irresponsabilmente azioni che mettono a rischio posti di lavoro.

La Società di Gestione ha deciso la rescissione unilaterale anticipata del contratto che vede la sua scadenza naturale al 19 settembre 2013 con il quale la Società Quick opera da anni presso l’aeroporto di Capodichino svolgendo attività di car vallet e deposito bagagli.

Tale decisione compromette, nell’immediato, l’occupazione di circa 15 dipendenti impegnati su tale attività da svariati anni, nonché ripercussioni anche sul personale amministrativo/gestionale occupato nella sede centrale .

La modalità con le quale la Gesac comunica la rescissione è estremamente grave in quanto si minaccia di disattivare i tesserini di ingresso aeroportuale alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti a partire dalla prossima settimana.

Tale azione, che di fatto “metterebbe per strada” le unità interessate potrebbe essere causa di iniziative spontanee di lotta con ripercussioni sulle attività dell’aeroporto e sull’immagine della città che già vive un contesto delicato.

Le OO.SS. hanno richiesto un autorevole intervento del Comune di Napoli, in quanto anche azionista in quota della Società GESAC SPA per scongiurare ripercussioni occupazionali in un ambito già disastrato.

Il Presidente della Commissione Mobilità unitamente ai consiglieri presenti si è impegnato a porre in essere tutte le iniziative tese a scongiurare il precipitare della situazione informando immediatamente il Sindaco e gli Assessori competenti.


Napoli 5 aprile 2013

FILT-CGIL FIT CISL CAMPANIA


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Rapporto Censis.La crisi del Mezzogiorno.

Notizia n° 1570   del: 25-03-2013 [15:39]   Autore: Raffaelepirozzi
 

RAPPORTO CENSIS : LA CRISI DEL MEZZOGIORNO . IMPRESE E BANCHE.

di Mario Bartiromo


Tra il 2007 e il 2012 nel Mezzogiorno il Pil si è ridotto del 10% in termini reali a fronte di una flessione del 5,7% del Centro-Nord. Dei 500 mila posti di lavoro persi in Italia, tra il 2008 e il 2012, il 60% ha riguardato il Sud. Un terzo dei giovani tra i 15 e 29 anni non riesce a trovare lavoro.


Dal Rapporto Censis,presentato pochi giorni fa, emerge una crisi troppo lunga con effetti e rischi della spirale recessiva, emergenza lavoro con la condizione drammatica dei giovani. Le politiche per il Sud sono state modeste nei programmi della recente campagna elettorale. Come affrontare la debolezza dell’intera azione pubblica nel Mezzogiorno. Solo con il cambio di mentalità ? Il crollo della spesa in conto capitale, le sfide su industria città e ambiente,le condizioni di competitività con politiche per le infrastrutture, logistica, ed energia. Poche parole e pochi fatti a problemi notevoli.


Un territorio senza banche e senza giornali. Tutto inglobato nelle corporazioni finanziarie del Nord. .


Emerge un Sud abbandonato, che non suscita più l’attenzione dei media, l’indifferenza delle elites.

Senza Centri di Potere sul territorio, alla luce di un ciclo economico negativo che sta ridisegnando la mappa delle attività imprenditoriali con il rischio di scomparsa di interi comparti dell’industria italiana nel Mezzogiorno. Gli elementi di vitalità, di cui si da pur conto nel Rapporto Censis, non sono in grado di compensare l’arretramento competitivo generale del sistema produttivo dell’area.


La parola chiave sembra essere sfiducia.


Oltre che sugli indicatori di prodotto e competitività, questo clima si riflette sul versante sociale dei comportamenti, con dinamiche fortemente negative nella demografia, nel mercato del lavoro e nei processi formativi di maggiore qualità. Il progressivo abbassamento dei livelli di consumi e la scarsa ripresa degli investimenti rendono imperativa e vitale una ripresa del processo di crescita del Paese.


Come avviare una strategia di rilancio per l’intero sistema produttivo ? Cosa fare per il rapporto Banche-imprese in Campania. ?


Sotto accusa finisce la struttura stessa del sistema bancario italiano. Come conseguenza dell’accentuato processo di concentrazione, oggi si ha in Campania una forte centralizzazione delle decisioni bancarie sui prestiti con un allontanamento dal territorio in cui hanno sede le imprese. Spesso ne risulta un’applicazione meccanica di modelli di rating, senza conoscenza diretta delle imprese stesse. Ciò penalizza molte aziende con prospettive valide. In questo quadro vanno registrati i segnali positivi come ad esempio il recente patto tra IntesaSanpaolo e Retimpresa per lo sviluppo delle reti. L’accordo permetterà di unire competenze ed esperienze di due realtà impegnate nella promozione della rete come strumento utile alle Piccole e Medie Imprese per superare i limiti dimensionali. Così come non va sottaciuto il protagonismo positivo delle piccole banche locali come la Banca Popolare del Mediterraneo e la Banca del Sud. Tutto quello che serve per tornare a crescere è il benvenuto. E’ un imperativo urgente.



Centro Studi della Moneta e della Finanza “ Ferdinando Galiani”

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La guida non è adeguata?

Notizia n° 1569   del: 06-03-2013 [15:59]   Autore: Raffaelepirozzi
 

E SE LA GUIDA NON E' ADEGUATA?




di Raffaele Pirozzi




Che le strade di Marano di Napoli sono pieno di buche è un dato di fatto. Abbiamop scoperto che anche il Commissario Prefettizio non è in grado di dirigere questa città perchè bastano 2 esempi per avvallorare questa idea ; Di fronte alla Polizia Municiapale vi è un Bar che si chiama Baiano do ve attutte le ore del giorno si radunano diversi giovanotti della Marano bene che mettono la macchina in II fila . Basta che la polizia Municipale attraversa la strada per fare decine e decine di multa. Invece nulla e la città dopo le otto è in mano ai deliquenti.

Pzza Spirito Santo le macchine sono parcheggiate in doppia Fila sia a destra che a manca e nessuno fa niente. Vi è di più la macchina dei vigili UrBani e tira diritto.

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Votare e' undiritto, Cambiare una Necessità.

Notizia n° 1568   del: 22-02-2013 [11:46]   Autore: Raffaelepirozzi
 

VOTARE È UN DIRITTO. CAMBIARE È UNA NECESSITÀ!




di : Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco




Ormai la sindrome del televoto ha permeato l’intera società. Si consuma in questo modo la partecipazione degli italiani alla vita pubblica. Il dramma vero e che, subito dopo aver espresso il proprio voto, tutto è compiuto, non resta niente, nemmeno il ricordo. La società dei media è senza passato e senza futuro, tutto è vissuto al presente, che appena trascorso non ha più valore. Il televoto è vinto da chi sa usare la comunicazione, ma la vittoria ha breve durata, anch’essa si consuma e restano i problemi, quelli seri della vita di tutti i giorni. Il televoto piace a chi vuole sognare, purtroppo, non è più tempo di illusioni, la realtà è difficile e bisogna affrontarla. Anche le elezioni politiche di domenica prossima sono state giocate solo con la comunicazione e la informazione che lascia negli spettatori consumatori una impressione, non certo delle convinzioni o certezze. Purtroppo le elezioni politiche non sono un festival, uno spettacolo televisivo, un reality.

Siamo in una drammatica situazione e dalla settimana prossima bisognerà ricominciare a lavorare per portare l’Italia fuori dalla recessione, risistemando il bilancio dello Stato, garantendo il lavoro, i diritti ed i bisogni dei più deboli. Le elezioni si svolgono in un momento difficile e complesso, in cui la crisi economica è solo uno degli aspetti gravi della generale condizione del nostro pianeta e della umanità che vi abita. Il nostro paese, che in questa immensità è piccola parte, vive dei contraccolpi enormi. In poche settimane saremo chiamati a dover scegliere il Parlamento, il nuovo Governo, il Papa, il Presidente della Repubblica. Nel frattempo le Borse danno segnali negativi, le nostre grandi aziende sono in una difficoltà mai vissuta: Finmeccanica, ILVA di Taranto, Fiat, Saipem, Alitalia, dietro le quali si nasconde la crisi drammatica delle PMI italiane. In due anni si sono persi 550 mila posti di lavoro ed il PIL è sceso del 2,2%.

In questo contesto, la campagna elettorale si è svolta con le stesse modalità di un reality con il televoto. Tutta la campagna si è giocata tra due eccessi: quello di Berlusconi che ha occupato le televisioni e dall’altra parte Grillo, che con il suo rifiuto di essere in televisione, è stato il vero caso di queste elezioni. Il rifiuto della comunicazione è servito a costruire una comunicazione nuova, quella delle piazze, in cui andava in scena il collaudato spettacolo del comico genovese che porta in giro da 25 anni. Una incredibile azione mediatica, per impedire di fatto che Bersani ed il centro sinistra potessero vincere. Tutto è stato tentato, per impedire quello che in un sistema bipolare è logico e naturale: se una coalizione fallisce, tocca all’altra sperimentarsi, correggere gli errori e dare risposte al paese. Quando si vive solo al presente, con Grillo al centro della scena, con Berlusconi che promette tutto quello che sa che non può mantenere, con Monti che pretende di governare con un Centro politico che non esiste, poiché è formato da tutti coloro che facevano parte della destra berlusconiana e che da quella si sono distaccati; allora si perde il senso di quello che dobbiamo fare di come essere cittadini in un paese in crisi che deve riprendere a lavorare al più presto. A tutti va ricordato che se stiamo in questa condizione le responsabilità sono di chi ha Go vernato non certo della opposizione. Solo in Italia, si chiede conto all’opposizione di che cosa ha fatto per arrestare il degrado, quando il paese aveva votato la coalizione di centro destra formata dal PdL e dalla Lega, dandogli una maggioranza assoluta alla Camera ed al Parlamento senza precedenti nella storia del nostro paese. Nessuno ha mai goduto di questo consenso politico, con un Parlamento di nominati direttamente dal leader massimo e che a lui rispondeva. Eppure il Governo Berlusconi ha governato solo per decreto legge, successivamente approvato dalle Camere. Quando si è insediato nel 2008, il nostro debito era di 1680 miliardi, il rapporto debito PIL era all’interno dei parametri previsti dall’euro e lo spread era talmente basso che nessuno sapeva cosa fosse. Dopo solo due anni il Governo era in crisi per la durissima polemica tra Fini e Berlusconi, tanto è vero che alla Camera, dove la maggioranza era enorme, se non fossero stati acquisiti i voti di Razzi e Scilipoti il Governo sarebbe caduto. Per arrivare alla fine del Centro destra, abbiamo dovuto aspettare che il debito pubblico saliva di altri 300 miliardi, lo spread stava vicino ai 600 punti, il paese era entrato in una recessione che dal dopoguerra non era mai avvenuta, l’inflazione viaggiava a ritmi pericolosi e lo Stato era sull’orlo della banca rotta. Nel frattempo tutti gli esponenti della maggioranza erano coinvolti in scandali sessuali e finanziari, che ancora ci perseguitano. Per evitare la catastrofe, arriva Monti, uomo da sempre iscritto nel centro destra liberale. Il Governo di unità nazionale, ha provveduto a tali interventi che da una parte ci hanno tirati fuori dal baratro, ma dall’altra la crisi dalle banche è passata alle famiglie. Infine, la crisi di Monti arriva dopo la grande mobilitazione che il PD, l’unica esperienza innovativa della politica italiana, dimostra che è possibile una nuova partecipazione dei cittadini nelle scelte collettive. Innanzi tutto oltre tre milioni e mezzo di persone partecipano alle primarie per il candidato premier, con il risultato che Bersani vince dopo una appassionante battaglia politica con Renzi. Berlusconi tornò dalle sue vacanze africane e l’ubbidiente Alfano, sfiducia Monti, provocando la crisi. Così, invece di votare a Giugno andremo domani, dopo aver perso tre mesi per consolidare i nostri conti e votare una nuova legge elettorale. Il PD, nel giro di due settimane organizza altre primarie per la scelta dei suoi candidati e registra un altro successo di votanti e di partecipazione. Infine, tra le promesse televisive di Berlusconi e quelle di piazza di Grillo, il programma del PD, messo a fuoco nelle primarie, risulta integrato e completato dai contributi di SEL e del PSI, che formano la coalizione per Bersani premier. Non basta per i vergognosi scandali in Lombardia e nel Lazio, si vota per le due Regioni più importanti del nostro paese; con due candidati della sinistra: Ambrosoli e Zingaretti, due persone perbene, competenti e capaci.

In un sistema bipolare, con una legge elettorale come quella in vigore, di gronte allo schifo della destra, l’unico voto credibile e serio è quello di votare la coalizione della sinistra democratica italiana guidata da Bersani. Tutto il resto è pura demagogia, retorica, spettacolo di piazza.

Un po’ di serietà per favore! Scegliamo per il nostro futuro.


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Tavella: Rilancia lo sciopreo dell'8 Marzo in Campania.

Notizia n° 1567   del: 18-02-2013 [13:01]   Autore: Raffaelepirozzi

CRISI: TAVELLA; CAMPANIA ALLO STREMO, NOSTRA RISPOSTA SARA’ LO SCIOPERO GENERALE

Il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella rilancia la mobilitazione della sua organizzazione in vista dello sciopero generale dell’otto marzo. “La difficile condizione economica dei pensionati nella nostra regione, caratterizzata dal crollo della capacità di spesa e da una tassazione regionale tra le più alte d’Italia, è resa ancora più drammatica dallo stato complessivo dei servizi domiciliari territoriali che sono diminuiti in Campania, dal 2008 ad oggi, del 30%. In questo stesso periodo, le prestazioni per gli anziani hanno registrato un arretramento del 9,5% e quelle per le famiglie del 5,4%”. “La condizione delle fasce più esposte – continua Tavella – ci dice quanto la crisi colpisca con più virulenza la nostra regione, nelle quali aumentano le povertà e sono più urgenti misure adeguate al crescente disagio di giovani, lavoratori, donne, anziani”. “Negli ultimi cinque anni – precisa Tavella – il pil è sceso del 10%, il reddito individuale è il più basso d’Italia, i giovani sono sfiduciati e senza prospettiva, le vertenze aperte sono almeno 600, il numero dei disoccupati continua a crescere. La Campania è allo stremo. Non possiamo assistere indifferenti al declino del sistema economico e produttivo campano. I temi del lavoro, dello sviluppo, dell'occupazione devono riacquistare una nuova centralità”.

“La scelta dell’otto marzo per lo sciopero generale – conclude Tavella - non è casuale, ma vuole mettere in evidenza e sottolineare la condizione di difficoltà di tante donne in Campania, ancora più insostenibile nella crisi che colpisce la nostra regione. Per questo saremo in piazza l’otto marzo, a Napoli, con Susanna Camusso”.

 

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Lavori Fatti malissimi a Marano di Napoli

Notizia n° 1566   del: 17-02-2013 [13:08]   Autore: Raffaelepirozzi
 

LAVORI FATTI MALISSIMI.






Che la via Corree di Sopra era una gruviera questo di sapeva. Quello che non si sapeva che, malgardo l'internto del Commissario Prefettizio i lavori venissero fatti male .E' Quello che esiste e viene fatto a Marano di Napoli. Dunque dicevamo che via Corree di Sopra è ridotta ad una gruviera

Tale è rimasta perchè i lavori sono stati fatti malissimi.Voragini non riempieti , Alcune fossi non sono stati riempiti affatto. Questa è la dura realtà. Ma al comune di Marano di Napoli vi è il dirigente addetto alla _Vigilanza?


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Tavella: Sui pensionati campani.

Notizia n° 1565   del: 17-02-2013 [12:37]   Autore: Raffaelepirozzi
 

PENSIONATI: TAVELLA, CONDIZIONE AGGRAVATA DA ASSENZA SERVIZI SOCIO-SANITARI

di Franco Tavella

La difficile condizione economica dei pensionati nella nostra regione, caratterizzata dal crollo della capacità di spesa e da una tassazione regionale tra le più alte d’Italia, è resa ancora più drammatica dallo stato complessivo dei servizi domiciliari territoriali che sono diminuiti in Campania, dal 2008 da oggi, del 30%. In questo stesso periodo, le prestazioni per gli anziani hanno registrato un arretramento del 9,5% e quelle per le famiglie del 5,4%”. E’ quanto rileva, in una nota, il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella. “Inoltre- aggiunge Tavella - il percorso di integrazione dei servizi sul territorio per rispondere alle esigenze dei soggetti non autosufficienti non decolla e diminuiscono i luoghi di accoglienza per i soggetti più esposti. Tutto questo avviene nel più totale disinteresse e disimpegno della giunta regionale che costringe gli utenti a pagare costi insostenibili per servizi e prestazioni socio-sanitarie”. “La condizione delle fasce più esposte – continua Tavella – ci dice quanto la crisi colpisca con più virulenza la nostra regione, in cui aumentano le povertà e sono più urgenti misure adeguate al crescente disagio di giovani, lavoratori, donne anziani”. “La Regione Campania, che non riesce ad uscire dal tunnel del Commissariamento nella sanità  – conclude Tavella – non può continuare a caratterizzarsi per la sua inerzia ed incapacità. Anche per questo venerdì 8 marzo, assieme ai lavoratori, ai giovani, ai pensionati, scenderemo in piazza per lo sciopero generale della Campania”.  


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