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Trasporti: Venerdì 09 Luglio 2010 sciopero dei treni,bus e metro.

Notizia n° 1018   del: 05-07-2010 [11:42]   Autore: Raffaelepirozzi
 

TRASPORTI, VENERDÌ 9 LUGLIO SCIOPERO TRENI, BUS E METRO

È confermato lo sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale e ferroviario di venerdì 9 luglio. I treni si fermeranno dalle 21 di giovedì 8 alle 21 del giorno successivo, mentre lo stop riguarderà bus, metro e tram nell'intera giornata di venerdì con modalità locali, stabilite nel rispetto delle fasce di garanzia. Lo sciopero, si legge in una nota, è stato proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast a sostegno della vertenza per il nuovo contratto della mobilità che va avanti da due anni.

Le ragioni dello sciopero, spiegano i sindacati, “sono rafforzate dalla nuova interruzione, causata da Asstra e Anav, del negoziato che si sta protraendo, nonostante gli impegni assunti dalle due associazioni con il ministero, in un settore di servizio pubblico e di trasporto collettivo ed in una fase economica e sociale particolarmente delicata per il paese”.

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Pressapochismo al centro Agroalimentare di Volla.

Notizia n° 1017   del: 05-07-2010 [11:16]   Autore: Raffaelepirozzi
 

PRESSAPOCHISMO AL CENTRO AGROALIMENTARE DI VOLLA.



"Ancora una volta, con evidente pressapochismo, il Centro agroalimentare di Volla sta procedendo nell’ennesimo affidamento temporaneo del global service ai danni di centinaia di lavoratori, mettendo a serio rischio le attività mercatali". E' quanto sottolinea, in una lettera inviata al vicesindaco di Napoli, Santangelo, al presidente del Cda del Caan, Caetani e alla Prefettura, la segretaria generale della Filt-Cgil di Napoli, Paola Imperi.
"Dall’insediamento dell’ultimo Cda - precisa la Imperi - questa organizzazione ha ritenuto utile tenere un serrato confronto con lo stesso, con il preciso intento di provare a superare le ataviche difficoltà, quali illegalità diffusa e lavoro irregolare all’interno del centro agroalimentare, sopportando il peso di ammortizzatori sociali per limitare i danni di un capitolato d’appalto insufficiente alla retribuzione di 143 maestranze. Dopo mesi di confronto, e con una paventata prospettiva relativa ad un nuovo bando di gara, che potesse realmente consentire ad una impresa “seria ed affidabile” di espletare le attività previste con un importo congruo, condizione necessaria per la salvaguardia dei livelli occupazionali, apprendiamo del probabile affidamento temporaneo alla stessa impresa (peraltro a suo tempo rimossa dal Caan) e alle stesse condizioni di capitolato che, nel febbraio del 2009, avevano generato cinquanta licenziamenti".
"In questi mesi - ricorda la segretaria della Filt - ci sono state prospettate anche ipotesi di diversa modalità di gestione delle attività relative al global service (prevedendo anche quella diretta del Caan), nonché una possibile rivisitazione di tutto il sistema di ingresso degli acquirenti e della tariffazione; si sarebbero dovute individuare forme di rapporto tra Caan e commissionari tali da rendere più competitiva la struttura e allo stesso tempo tali da scoraggiare l’utilizzo di manodopera irregolare, che di fatto , nonostante le numerose denuncie della scrivente , continua a persistere , generando conflittualità tra i lavoratori.
A questo va aggiunta la grave situazione finanziaria del Caan e le non poche preoccupazioni rispetto alle probabili  pesanti ripercussioni su di esso della recente manovra finanziaria del Governo centrale".
"Abbiamo avuto fiducia e nuovamente creduto nel progetto di rilancio del centro agroalimentare di Napoli - prosegue la lettera - oggi il buon senso dei lavoratori e il loro sacrificio nell’operare tra difficoltà e contraddizioni viene di fatto disconosciuto. Per tutto quanto esposto, proclamiamo lo stato di agitazione del personale, diffidiamo il Caan dal procedere ad un nuovo affidamento, che non garantisca a pieno i livelli occupazionali e retributivi, senza un preventivo confronto sindacale;  chiediamo al Comune di Napoli, quale azionista di maggioranza, di verificare tutto quanto di sua competenza e di avere un definitivo chiarimento delle determinazioni che si vogliono assumere, in occasione dell’incontro già fissato per il 9 luglio prossimo". "In assenza - conclude la Imperi - questa organizzazione sindacale si sentirà sollevata da ogni responsabilità circa l’inevitabile inasprimento di azioni di lotta da parte dei lavoratori".
 


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Chiusura del Centro "Jonathan. Presa di posizione della CGIL di Napoli.

Notizia n° 1016   del: 03-07-2010 [11:19]   Autore: Raffaelepirozzi
 

CHIUSURA DEL CENTRO JONATHAN DA PARTE DELLA REGIONE CAMPANIA. PRESA DI POSIZIONE DELLA CGIL DI NAPOLI.

Suscita sgomento e profonda amarezza la lettera del presidente Morgera, inviata alla Regione Campania e al CGM, in cui si annuncia la chiusura della comunità Jonathan. Una decisione che lascia l’amaro in bocca perché denuncia l’apatia, l’indifferenza e quel clima di chiusura e di stanchezza che ci circonda". E' quanto si legge in una nota diffusa dalla Camera del lavoro metropolitana di Napoli. "Sono dure le parole di Morgera - sottolinea il segretario generale della Cgil di Napoli, Peppe Errico - ma tendono a risvegliare i cuori di chi ha voluto loro negare la possibilità di portare avanti un lavoro che da anni cerca di ridare dignità ai nostri giovani più sfortunati. L’associazione Jonathan, insieme alle sue comunità collegate, Colmena e Oliver, da sempre si battono per garantire un futuro dignitoso ai nostri giovani incappati nelle maglie della criminalità giovanile". "Per anni - ricorda la Cgil di Napoli - la comunità ha avuto il riconoscimento che merita per essere considerata un pezzo importante del welfare napoletano, e non è poco visto che si trova in una regione, la nostra, che è ancora in prima fila per numero di devianza minorile. Come Cgil Napoli non possiamo restare in silenzio nè possiamo rassegnarci. Non lo merita l’associazione, non lo meritano gli operatori che con abnegazione vi operano, non lo merita la nostra città e la nostra regione". "Per questo - conclude la nota - ci uniamo ai tanti attestati di stima ed esprimiamo la nostra più sentita solidarietà  al Presidente e a tutti i volontari che con lui operano. Negare il sostegno della Regione Campania all’ associazione Oliver e boicottarne il lavoro sottostimando la qualità, la professionalità e l’impegno da sempre profuso dall’associazione significa non voler tener conto del valore degli interventi di risocializzazione e di recupero dei nostri giovani, né dell’abnegazione e della passione di chi si batte per ridare a chi l’ha perduta la dignità di uomo".

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La Crisi la pagano : I Giovani e le donne.

Notizia n° 1015   del: 02-07-2010 [11:31]   Autore: Raffaelepirozzi
 

AUMENTA ANCORA IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE DEI GIOVANI.

Fonte ANSA.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a maggio è salito al 29,2% dal 29,1% di aprile (dato rivisto). Lo comunica l'Istat sulla base della stima provvisoria e dei dati destagionalizzati. Si tratta del dato più elevato dall'inizio delle serie storiche, ovvero dal 2004. Il tasso di disoccupazione a maggio é fissato all'8,7%, confermandosi stabile per il terzo mese consecutivo. Lo rileva l'Istat, sulla base della stima provvisoria e dei dati destagionalizzati.

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Documento finale delle R.S.U. Fiat e Mezzogiorno.

Notizia n° 1014   del: 01-07-2010 [18:19]   Autore: Raffaelepirozzi
 


DOCUMENTO FINALE DELL'ASSEMBLEA DEI DELEGATI FIAT E MEZZOGIORNO

ASSEMBLEA DELEGATE E DELEGATI FIAT, GRANDI GRUPPI E MEZZOGIORNO


DOCUMENTO FINALE

L'Assemblea delle delegate e dei delegati della Fiom-Cgil del Gruppo Fiat, dei Grandi gruppi industriali e delle aziende metalmeccaniche del Mezzogiorno ringrazia le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano per non essersi piegati al ricatto della Fiat.

Un atto di coraggio e di dignità che mette al centro un'idea di sviluppo e di società fondata sul lavoro, sui diritti della persona e sulla democrazia quali elementi tra di loro inscindibili.

L'Assemblea condivide e sostiene la scelta operata della Fiom-Cgil di non sottoscrivere il testo imposto dalla Fiat e diventato accordo separato, perché esso contiene inaccettabili deroghe al Contratto nazionale, alle leggi vigenti in materia di tutela e salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, violazione del diritto di sciopero sancito dalla nostra Costituzione e la volontà di mettere in crisi i fondamenti della rappresentanza e della contrattazione collettiva.

Le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano hanno con chiarezza indicato che vogliono continuare a produrre auto e chiedono alla Fiat di confermare gli investimenti per produrre la nuova Panda, coniugando un più elevato livello di utilizzo degli impianti, di produttività e di qualità del prodotto con una rigorosa applicazione del Contratto nazionale senza mettere in discussione i diritti, la dignità delle persone e la nostra Costituzione.

Se la Fiat vuole davvero ricercare il consenso delle lavoratrici e dei lavoratori di Pomigliano e di tutte le organizzazioni sindacali, riapra su tali basi un vero tavolo negoziale che fino ad ora non c'è stato.

La Fiom, a partire dal Piano industriale presentato dalla Fiat lo scorso 21 aprile 2010, è convinta che vadano messe in campo tutte le iniziative, anche con il coinvolgimento delle istituzioni, ad ogni livello, utili a realizzare la difesa, l'innovazione e lo sviluppo delle produzioni automobilistiche comprensive della componentistica in Italia e dell'occupazione senza chiusure traumatiche di stabilimenti, come Imola e Termini Imerese.

Termini Imerese non può chiudere e deve continuare a produrre auto utilizzando al meglio le competenze acquisite in questi anni.

A tal fine il Gruppo Fiat, anche in un ottica di responsabilità sociale, deve favorire da subito soluzioni industriali, anche di altri produttori di auto, capaci di garantire la continuità produttiva e la difesa dei livelli occupazionali, diretti e dell'indotto.

La Fiom è impegnata a sviluppare una iniziativa di livello europeo, in stretto coordinamento con la FEM, per evitare che i processi di riorganizzazione in atto da parte delle grandi imprese multinazionali siano costruiti sulla base della contrapposizione tra stabilimenti e lavoratori dei diversi paesi europei.

L'Assemblea considera decisivo contrastare e respingere il tentativo della Confindustria e del Governo di utilizzare la gravissima crisi economica e finanziaria in atto per mettere in discussione l'esistenza stessa del Contratto nazionale, per cancellare il dir itto del lavoro e lo stesso Statuto dei diritti dei lavoratori, estendendo così il processo di precarizzazione nei luoghi di lavoro e nella società.

L'inaccettabile manovra del Governo che taglia ulteriormente lo Stato sociale e non combatte in alcun modo l'evasione fiscale e le rendite finanziarie, la totale assenza di un progetto di politica industriale delineano un quadro economico recessivo che scarica tutti i costi della crisi sulle lavoratrici e i lavoratori dipendenti ed i pensionati, senza indicare alcuna prospettiva alle giovani generazioni.

Il divario industriale del Mezzogiorno con il resto del paese e dell'Europa in questi anni è aumentato, è cresciuto il lavoro nero e irregolare fino a giungere a forme di vero e proprio schiavismo, si sono estesi i fenomeni di illegalità e di controllo malavitoso del territorio fino ad

assumere dimensioni sempre più preoccupanti per la stessa tenuta democratica.

Il tentativo di offrire Pomigliano quale modello generale, con cui sancire che investimenti e lavoro si possono realizzare solo abbassando salari e diritti, derogando dai contratti nazionali e dalle leggi fino alla violazione della carta Costituzionale, va assolutamente respinto con l'impegno e la mobilitazione di tutta la Cgil, continuando ed estendendo la mobilitazione avviata con lo sciopero generale dello scorso 25 giugno e del prossimo 2 luglio.

Occorre collettivamente costruire e mettere in campo un nuovo piano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile e la legalità che riunifichi il mondo del lavoro.

L'Assemblea condivide la proposta di dar vita fin dai prossimi giorni ad una iniziativa itinerante di mobilitazione e discussione, che nel mese di luglio a partire da Termini Imerese coinvolga ogni regione fino a giungere al presidio del Parlamento e della Presidenza del Consiglio.

Sull'insieme di tali questioni la discussione svolta in questa Assemblea assegna al Comitato Centrale della Fiom il compito di definire un piano di azione a partire dalla convocazione di una Conferenza per il Mezzogiorno, nel mese di settembre, fino alla necessaria iniziativa di

mobilitazione in difesa del lavoro, dei diritti, della democrazia e per la riconquista di un vero Contratto nazionale di lavoro.

Approvato all'unanimità

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Comunicato Stampa della CISL Campana.

Notizia n° 1013   del: 01-07-2010 [18:07]   Autore: Raffaelepirozzi
 

COMUNICATO STAMPA

PROROGATI GLI AMMORTIZZATORI PER 10MILA LAVORATORI

Lucci(Cisl): «Finalmente, ora esaminare le vertenze e dare corso a politiche attive»

Napoli, 1 luglio. «Finalmente sono stati prorogati gli ammortizzatori in deroga, scaduti lo scorso 30 aprile, per circa 10mila lavoratori campani» ha dichiarato Lina Lucci, Segretario Generale della Cisl Campania. La notizia è giunta al termine della riunione tra il Governatore Stefano Caldoro, l’Assessore al Lavoro Severino Nappi e il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, svoltasi a Roma e conclusasi con la firma di un apposito protocollo d'intesa.

«Lo sblocco di questa delicata situazione deve rappresentare il primo passo verso la costruzione di un sistema in cui si utilizzino in modo corretto le risorse, superando la logica del mero assistenzialismo. Il nostro dovere è lavorare per evitare di uscire dalla crisi peggio di come ci siamo entrati, perciò dobbiamo dare corso a politiche attive per il lavoro, puntando sull'integrazione e sul reinserimento, oltre che sul sostegno» ha aggiunto il Segretario della Cisl Campania.

«Ora attendiamo la riunione del tavolo istituzionale previsto per il 5 luglio con le parti sociali per iniziare ad esaminare le vertenze e lavorare anche in quella direzione» ha concluso Lucci.***

 


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Scudiere della CGIL Nazionale chiede alla Fiat di riaprire il negoziato.

Notizia n° 1012   del: 01-07-2010 [15:54]   Autore: Raffaelepirozzi
 

COMUNICATO STAMPA DELLA FIOM NAZIONALE


SCUDIERE (CGIL) CHIEDE ALLA FIAT DI APRIRE UN DIALOGO PER AFFRONTARE E RISOLVERE I PROBLEMI DERIVANTI DAL TESTO DELL’ACCORDO SEPARATO



Intervenendo, a nome della Cgil, all’assemblea dei delegati Fiom svoltasi oggi a Pomigliano d’Arco (Napoli), Vincenzo Scudiere, che nella Segreteria confederale ha assunto la responsabilità dei settori produttivi, ha osservato che il risultato del referendum svoltosi tra i lavoratori dello stabilimento “Gianbattista Vico” dice due cose. La prima è che i lavoratori vogliono l’investimento e il lavoro che ne può derivare. La seconda è che gli stessi lavoratori non sono per nulla intenzionati a rinunciare ai propri diritti e negano qualsiasi validità a una inaccettabile contrapposizione tra diritti e lavoro.

Scudiere ha quindi affermato che è necessario che la Fiat proceda con l’investimento annunciato, senza ulteriori indugi.

La Cgil, secondo Scudiere, chiede quindi alla Fiat di rendersi disponibile ad aprire un dialogo che consenta di affrontare e risolvere i problemi che derivano dal testo dell’accordo separato relativo allo stabilimento auto di Pomigliano.


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