La scuola edile irpina ospita i costruttori rumeni
Notizia n° 987 del: 19-06-2010 [20:02] Autore: Media relator
L’edilizia rumena incontra quella irpina. Sarà il Centro per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Avellino (Scuola Edile) ad ospitare, lunedì 21 e martedì 22 giugno, una rappresentanza istituzionale della Casa de Meserii a Constructorilor (CMC): l’organizzazione bilaterale imprenditori-sindacati che si occupa di formazione per il settore edile in Romania. L’Ente paritetico irpino, insieme alla Scuola Edile di Salerno, è stato scelto nell’ambito del progetto europeo Cale (Educazione di qualità), di cui è partner il Formedil (Organismo Nazionale per la Formazione e l'Addestramento Professionale nell’Edilizia), tra i modelli di eccellenza al Sud-Italia nel comparto costruzioni e sicurezza nei luoghi di lavoro e in quello della formazione professionale. Un importante riconoscimento di best practice, su scala meridionale, che premia il Cfs come caso-studio oggetto di analisi della delegazione rumena nel campo della prevenzione degli infortuni sui cantieri. Il comitato, composto tra gli altri da rappresentanti sindacali, dal direttore e presidente dell’Associazione dei costruttori di Bucarest nonché dal presidente di Araco (Associazione Nazionale dei Costruttori), sbarcherà in provincia di Avellino lunedì 21 giugno. A fare gli onori di casa il Cfs che ospiterà alle ore 9.30, nella sua sede di Atripalda, la rappresentanza rumena per una visita studio. Sarà lo staff di presidenza e direzione dell’Ente irpino ad accoglierli, illustrando loro il settore delle costruzioni in provincia di Avellino con riferimento alla formazione e sicurezza in ambito lavorativo. Sotto i riflettori analitici: l’intera didattica di settore e il modello di valutazione delle competenze professionali adoperato dal Cfs per la pianificazione coerente delle attività formative. A seguire, alle ore 11.00, la visita istituzionale presso l’Assessorato provinciale al Lavoro e Formazione dove la delegazione rumena incontrerà il presidente di Palazzo Caracciolo, Cosimo Sibilia, e l’assessore al ramo, Giuseppe Solimine, impegnato nel creare, sul fronte formazione, proficue sinergie nel comparto domestico delle costruzioni in collaborazione con il Cfs. “La visita rumena in Irpinia – dichiara entusiasta Solimine – rappresenta una significativa opportunità di cui ci si può arricchire vicendevomente in termini di insegnamenti e di scambi culturali”. “La Scuola Edile di Avellino – continua – costituisce senza dubbio un’importante esperienza nella formazione professionale di settore. Non a caso è stata scelta dal Formedil”. “Credo – aggiunge – che ci siano tutti i pressupposti perchè l’Ente bilaterale irpino possa trasferire al mondo dell’edilizia rumena la sua esperienza di comparto affinchè essi possano trarre degli insegnamenti utili, laddove vi si presenti la necessità, sul fronte prevenzione e sicurezza”. Ma non solo. “Penso – conclude - anche alla ricadute locali di questo scambio culturale che può mettere in moto un virtuoso percorso di formazione e crescita”. Nel pomeriggio di lunedì (ore 15.00) si continuerà con tappa presso l’azienda Mastroberardino di Atripalda dove si discuterà, insieme ai vertici dell’impresa vitivinicola, di formazione continua. Ricco il programma di iniziative anche per la seconda giornata. La mattina di martedì 22 giugno l’incontro, alle ore 10.00, all’Ance di Avellino con i massimi rappresentanti dell’Associazione dei Costruttori irpini. Presenti anche le organizzazioni sindacali di settore. Poi, alle ore 16.00, partenza per due visite studio in alcuni cantieri irpini particolarmente significativi per complessità delle lavorazioni. L’intera iniziativa di carattere internazionale rientra nel progetto Cale (Educazione di qualità). Finanzianto dal Fondo Sociale Europeo, l’intervento punta allo sviluppo del capitale umano e all’aumento di competitività sul mercato del lavoro nel settore edile. In sostanza, l’obiettivo è creare ed implementere meccanismi e strumenti per migliorare la qualità della formazione continua.
L’ad del Lingotto: “Se l’accordo non passa muore l’industria”. Landini: “Non c’è trattativa. I lavoratori, se lasciati liberi di decidere, sono contrari”. Per Epifani l’intesa condivisa è ancora possibile. Il voto martedì 22 giugno, in serata i risultati
Nello stabilimento Fiat “Gianbattista Vico”, alle porte di Napoli, le urne per ratificare l’accordo che la Fiom non ha firmato saranno allestite martedì 22 giugno già dalle 8 del mattino. I 5.200 dipendenti potranno votare fino alle 21, poi inizierà subito lo spoglio e i risultati si conosceranno già nella tarda serata. Alla vigilia della consultazione, torna a parlare l’ad della Fiat Sergio Marchionne, artefice dell’accordo. “Se si continuerà come adesso, a discutere per tempi interminabili di accordi che non hanno equivalenti nella storia dell'Europa”, allora l'Italia “non avrà un futuro a livello di industria manifatturiera, l'industria non esisterà più. Se la vogliamo ammazzare, me lo dite e lo facciamo, sono disposto a fare quello che vogliono gli altri”. Così il top manager italo-canadese: “Mi dispiace che ci sia tutta questa polemica su un accordo che doveva essere fondamentalmente estremamente semplice. Smettiamo di prenderci per i fondelli. Lunedì scorso lo stabilimento di Termini Imerese è andato in sciopero e l'unica ragione era che stava giocando la nazionale italiana”. A chi gli chiede se ci sono stati segnali dalla Fiom, “no - risponde -, le posizioni sono state prese e sono piuttosto chiare”. Sulla consultazione dei lavoratori non vuole fornire cifre, limitandosi a sottolineare che serve “una percentuale tale da permetterci di poter utilizzare lo stabilimento” e che si aspetta “un esito positivo, vediamo cosa succede”.
Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, un accordo condiviso è ancora possibile. Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera, illustrando la linea di Corso Italia sul caso dello stabilimento campano e invitando sia l'azienda sia i metalmeccanici ad ascoltare la voce della confederazione. La Fiat, osserva Epifani, “ha commesso un errore di impostazione”, ma anche la Fiom “avrebbe dovuto confrontarsi prima” con Corso Italia. A suo giudizio l'intesa si può fare, anche se vanno rivisti i punti su sciopero e malattia.
“Non c'è nessuna trattativa”. Così Maurizio Landini, segretario della Fiom, interviene per chiarire le sorti dello stabilimento Fiat di Pomigliano. E ribadisce che il referendum “è illegittimo perché mette in votazione una violazione della Costituzione e, in secondo luogo, non è libero perché impedisce ai lavoratori di dire liberamente” sì o no. “Mirafiori si ferma, a Melfi torniamo a essere il primo sindacato nelle elezioni delle Rsu, alla Sevel i lavoratori scioperano e firmano l’appello rivolto a Marchionne, appello che stanno firmando anche a Cassino. Quando le lavoratrici e i lavoratori della Fiat si possono liberamente esprimere, lo fanno per contrastare l’accordo separato di Pomigliano”. Le tute blu danno rilevanza anche all’appello dei lavoratori rivolto proprio a Marchionne, che in due giorni ha raccolto alle sole Carrozzerie di Mirafiori 2.500 firme, pari a circa la metà degli addetti al reparto. Altre 400 sottoscrizioni sono state apposte alle Presse di Mirafiori.
Secondo quanto reso noto dalla Fiom di Torino, la raccolta di firme sarà estesa ad altri stabilimenti del gruppo, tra cui la Bertone e la Iveco. Iniziative analoghe sono in corso anche alla Fiat Auto di Cassino (Frosinone) e alla Sevel di Atessa (Chieti), dove giovedì 17 giugno sono stati effettuati scioperi di 2 ore per turno. La Fiom della Campania e di Napoli, nel frattempo, afferma che “nello stabilimento di Pomigliano l'azienda, attraverso i suoi ‘capi’, sta organizzando una marcia a favore dell'intesa separata sottoscritta il 15 giugno cui tutti i lavoratori sono ‘invitati’ a partecipare. Emergono le peggiori tradizioni della Fiat che ripropone, a distanza di trent'anni, una marcia dei 40mila in sedicesimo”.
DELLA FIOM PROVINCIALE DI NAPOLI E REGIONALE CAMPANIA
I direttivi della Fiom provinciale di Napoli e regionale Campania riuniti in seduta congiunta fanno propri i documenti approvati all’unanimità dal Comitato Centrale della Fiom nella riunione del 14 giugno u.s. sulla vertenza Fiat di Pomigliano d’Arco e sullo sciopero generale del 25 giugno.
I direttivi fanno proprio il documento approvato all’unanimità dall’assemblea degli iscritti Fiom della Fiat Auto di Pomigliano d’Arco svoltasi il 16 giugno u.s.
I direttivi riconfermano conseguentemente il mandato a non sottoscrivere l’accordo separato proposto dalla Fiat.
I direttivi chiamano alla mobilitazione i metalmeccanici di Napoli e della Campania per lo sciopero nazionale di otto ore e la manifestazione della Cgil che si terrà a Napoli il 25 giugno p.v.
I direttivi vengono riconvocati per l’assemblea nazionale dei delegati Fiom che si terrà il 30 giugno p.v. a Pomigliano d’Arco.
CISL CAMPANIA BENE NAPPI ORA SCIOGLIERE IN FRETTA I NODI PER REALIZZARE STABILIZZAZIONE “PRODUTTIVA”
Per il futuro voltare pagina e puntare su strumenti di politica attiva per il lavoro
Napoli, 17 giugno 2010. Sono stati finalmente sbloccati sia i fondi a copertura delle prestazioni socialmente utili (per le quali sono impiegate oltre 6mila persone), sia per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili dei Comuni (5757 persone complessivamente).
È quanto emerge da due convenzioni (una per oltre 46 milioni di euro, l’altra per circa 50 milioni, di cui 27 destinati alle stabilizzazioni) firmate dall’Assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi con il Sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli.
La Cisl Campania apprezza l’impegno e la responsabilità dell’Assessore Nappi che ha saputo raccogliere le rivendicazioni sindacali per risolvere una questione annosa e ritiene altresì necessario procedere rapidamente per dare corso a una stabilizzazione “produttiva” degli Lsu (tutti, compresi quelli presso l’ente regionale) sciogliendo eventuali nodi interpretativi.
A questo fine, in uno con le altre sigle sindacali, la Cisl Campania ha già provveduto a chiedere un nuovo incontro all’Assessore regionale, da convocare rapidamente, al fine di individuare le modalità e i tempi più indicati per risolvere definitivamente la questione “lsu”.
Per il futuro la Cisl Campania ribadisce la necessità di privilegiare strumenti di politica attiva nel mercato del lavoro, che puntino a favorire l’occupabilità delle persone, attraverso processi di qualificazione individuati in base alle proiezioni e alle previsioni di figure professionali prodotte da parte delle aziende e delle loro rappresentanza, a cominciare da Confindustria.***
Venerdì 25 giugno corteo da piazza Mancini a piazza Matteotti per lo sciopero generale proclamato dalla Cgil contro la manovra economica del governo. Nel corso della conferenza stampa organizzata per precisare le modalità della mobilitazione, Alfonso Viola, segretario regionale Cgil e Teresa Potenza, segretaria della Camera del lavoro di Napoli hanno ribadito i punti alla base dello sciopero. A Napoli è prevista una manifestazione regionale con un corteo che partirà alle ore 9 da piazza Mancini per raggiungere piazza Matteotti, dove ci sarà il comizio del segretario confederale Fulvio Fammoni. Il trasporto pubblico locale si fermerà dalle ore 9 alle ore 13, le ferrovie dalle 14 alle 18, il trasporto marittimo ritarderà la partenza di quattro ore. In tutti gli altri settori, pubblici e privati, lo sciopero durerà otto ore. Oltre 60mila le presenze previste al corteo. Numerose le iniziative messe in campo dalle Camere del lavoro per informare i lavoratori sui motivi della mobilitazione. Gazebo e volantinaggi in varie piazze, luoghi di lavoro e mercati rionali.
<Dichiarazione di Gianni Sannino – Segretario Regionale Fillea CGIL Campania>
“L’iniziativa dell’Ance nazionale promossa dall’Ance Campania unitamente alle Associazioni Regionali delle Regioni del mezzogiorno, è lodevole per i temi posti a base della stessa relativamente alla necessità di avviare un circuito virtuoso di investimenti nelle aree del Sud, dalle infrastrutture, alle politiche abitative.
A queste vanno aggiunti investimenti per le reti, per la messa in sicurezza del territorio e per la riqualificazione urbana e delle periferie.
Ebbene sono due anni che nulla si muove e il Governo Nazionale non da nessuna risposta sia sul versante degli ammortizzatori sociali, che su quello degli investimenti, derubricando di fatto il Mezzogiorno.
Migliaia di posti lavoro persi, ricorso alla Cassa Integrazione e alla Disoccupazione Speciale triplicato e che copre sempre di meno i lavoratori licenziati, mortalità aziendale, abbassamento delle regole e della sicurezza, sui cantieri si continua a morire come 50 anni fa.
Questo è il quadro, sommariamente descritto.
E di fronte a questo il Governo Regionale invece di dare gli impulsi giusti, per esempio sul Piano Casa, il Parco Progetti, il programma Europa Più ( tante risorse per tanto lavoro) non trova di meglio da fare che bloccare, per puro calcolo politico ed elettoralistico, tutti gli investimenti decisi dal Governo Regionale precedente mettendo a rischio opere come la Metropolitana, il recupero del Centro Storico ed altro ancora.
Spiace che stamane nella tavola rotonda nessuno lo abbia sottolineato.
La Fillea il 25 giugno chiamerà allo sciopero e alla mobilitazione gli edili per dire NO alla manovra ma anche per rivendicare un cambio di passo nelle politiche di sviluppo”.
L’assemblea degli iscritti Fiom Cgil della Fiat di Pomigliano d’Arco fa propria la risoluzione sulla vertenza del Comitato Centrale della Fiom del 14 giugno u.s. con il netto NO al ricatto della Fiat.
L’assemblea ritiene inaccettabile ed illegittimo l’accordo separato sottoscritto dalle altre Organizzazioni Sindacali.
Inaccettabile perché sotto la minaccia della Fiat di chiudere lo stabilimento.
Illegittimo perché in violazione dei diritti fondamentali dei lavoratori previsti dalla Carta Costituzionale, dalle leggi europee e nazionali, dallo Statuto dei Lavoratori e dal Contratto Nazionale di Lavoro dei Metalmeccanici.
L’assemblea ritiene conseguentemente inaccettabile ed illegittimo il referendum indetto per il 22 giugno e in ogni caso in alcun modo vincolante per la Fiom perché riguardante diritti indisponibili delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’assemblea consiglia ai lavoratori la partecipazione al referendum, al fine di evitare azioni di rappresaglia individuale da parte dell’azienda.
L’assemblea, infine, invita tutti i lavoratori alla mobilitazione e alla partecipazione allo Sciopero e alla Manifestazione del 25 Giugno a Napoli.