Dalla padella alla brace: Da un malgoverno all'altro.
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DALLA PADELLA ALLA BRACE!
di: Giuseppe Biasco
Avevamo da tempo il sospetto, che il centro destra non facesse un gioco pulito. Adesso ne abbiamo la conferma! Una cosa significa la leggerezza nella interpretazione delle leggi e delle regole, un’altra cosa significa lavorare in maniera organizzata per forzare le norme a proprio vantaggio per garantirsi vittorie elettorali attraverso sistemi illeciti. Alla luce degli arresti attuali di Carboni e Lombardi, con le conseguenti dimissioni di Cosentino, il sospetto che avevamo sulle vicende elettorali in Lazio e Lombardia, la vittoria risicata di Cota in Piemonte e le difficoltà di Caldoro in Campania, non erano episodi fine a se stessi Non si trattava di eventi diversi l’uno dall’altro.
Il sistema di imbrogliare le carte, di offendere gli interlocutori, di aggredire gli avversari, di creare falsi dossier, di utilizzare tutti i sistemi possibili, anche quelli illeciti per vincere le elezioni, fanno parte del modo di fare politica del Partito delle Libertà fondato da Silvio Berlusconi. Nel giro di soli due mesi due ministri, Scaiola e Brancher hanno dovuto presentare le dimissioni per evidenti e palesi comportamenti immorali ed impropri al ruolo di un membro del Governo. Infine, dopo 5 richieste di dimissioni il sottosegretario all’Economia è stato costretto a restituire la delega. Pensate, tutto questo è avvenuto mentre al Senato si discuteva della manovra da 25 miliardi di tagli, il sottosegretario alla Economia se ne è andato, dimostrando in questo modo che non si era mai occupato del suo Ministero e delle sue politiche. Non stupisce nemmeno che l’ineffabile Ministro Tremonti, non abbia mai fatto riferimento a Cosentino, che invece avrebbe dovuto essere uno dei suoi più stretti collaboratori. Il coordinatore del PdL Denis Verdini, sembra essere a capo di una lobby di faccendieri, imprenditori disonesti e politici corrotti e collusi, che gestisce appalti e finanziamenti. Come meravigliarsi, se massimi responsabili del partito di maggioranza si comportano in questo modo, l’esempio del loro capo indiscusso è chiaro. Berlusconi, nei suoi 16 anni di attività politica di vertice, ha allevato con l’esempio e con le leggi, una classe dirigente del suo partito e del Governo a lui compatibile e complementare. Come dimenticare che i suoi amici ed i suoi più stretti collaboratori come :Confalonieri, Previti, Dell’Utri,sono tutti stati condannati per gravi reati a pene pesanti. Alla luce di quanto si apprende per la campagna elettorale in Campania e al tentativo messo in atto di screditare Caldoro a favore di Cosentino, è legittimo pensare che quello che è avvenuto alla Polverini non è stato un caso, che quello che avevano evidenziato i magistrati di Milano per le liste di Formigoni non era un attacco delle “toghe rosse” contro il Presidente espressione di Comunione e liberazione. Dopo la recentissima sentenza della corte di Appello di Torino, è legittimo pensare che Cota abbia attivato tutte le manovre possibili, comprese quelle palesemente illegali per vincere. Da questo scenario ne deriva che anche all’interno del PdL, sono le trame interne, le lotte senza quartiere e le gravi scorrettezze a predominare nei rapporti tra gli tra i suoi dirigenti. Quello che conta è il ricatto, così la Polverini, dopo la difficile elezione in Lazio, lascia Fini e si converte al Berlusconismo, Formigoni non va oltre le proteste formali per i tagli agli Enti Locali previsti dalla manovra e Cota ringrazia ogni giorno Bossi per la sua incredibile elezione.
Quello che ci riguarda da vicino, Caldoro, rappresenta una contraddizione che ci lascia veramente perplessi. Che fosse ostaggio di Cosentino e del suo compare Landolfi, era fin troppo evidente.
Che la vera battaglia che si sta svolgendo in Campania, è quella tra De Mita ed il gruppo di potere e collusione di Cosentino è fin troppo chiaro. Eppure, Sica, il dimissionario Assessore da poco nominato, estensore materiale delle calunnie contro Caldoro, era uno dei tanti trasformisti della politica regionale, raccolti sotto le bandiere ospitali dell’UdC.
Le reazioni alle rivelazioni delle inchieste in atto, da parte di Caldoro, sono molto caute w denunciano la sua debolezza. Infatti, per volere di Berlusconi, l’esponente di Casal di Principe, Cosentino , resta ancora coordinatore del PdL regionale, mantiene solidi rapporti con i territori e molti Consiglieri regionali rispondono direttamente a lui.
Caldoro non ha una sua maggioranza in Consiglio, tale da difenderlo da pressioni e ricatti. In Campania, il gruppo di potere di Cosentino, ha strutturato una rete di riferimenti politici che sono tutti riconducibili all’attuale coordinatore, come Cesario, il deputato e presidente della Provincia si Napoli, che di fatto ha cancellato l’Ente di piazza Matteotti dalla scena istituzionale della Regione. In Campania i presidenti delle 4 province governate dal centro destra, sono tutti deputati, mantengono il doppio incarico e fanno funzionare molto poco le loro istituzioni. Caldoro è debole e sta più a Roma che a Napolied in questi tre mesi di suo Governo, tranne il licenziamento di 1000 dipendenti regionali colpevoli di essere stati assunti da Bassolino, tranne il pagamento dell’assistenza ai soliti disoccupati organizzati che lo hanno sostenuto e che ora pretendono di essere assunti, non c’è stato niente altro. L’impressione che non dipende da lui è molto forte.
La Campania, come altre Regioni sarà governata dai gruppi di potere romani che si vogliono spartire appalti e clientele.
Siamo passati da un malgoverno ad un altro, dalla padella alla brace.
Pubblicazione del: 18-07-2010
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