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LE MODIFICHE ALLE INTERCETTAZIONI. PUBBLICAZIONE DELLE STESSE "SOLO SE RITENUTE RILEVANTI A FINE INDAGINI

di Lopreiato Antonella

 

Le intercettazioni sono motivo di dibattito all'interno del governo che stamane da parte del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aprono un argomento che è "scandaloso". Il Presidente utilizza questo termine col fine di dare sfogo ad "una legge che alla fine - per lui - sarà come prima, senza nessun cambiamento sostanziale". In realtà il premier si era riproposto di creare una legge che garantisse la segretezza delle indagini. "Il divieto delle pubblicazioni delle intercettazioni sino alla conclusione delle indagini", in altre parole, con queste conclusioni ci sarebbe l'obbligo del segreto delle intercettazioni che però nel corso delle indaggini "cade" nel caso in cui il fatto risulti rilevante. E Berlusconi risponde: "L'Italia non sarà un Paese civile" ciò significa che un italiano non sarà libero a parlare al telefono perciò non siamo un Paese civile ma uno scandalo assoluto poichè un privato senza aver commesso reato alcuno, potrà essere registrato e vedere le proprie conversazioni finite sui giornali magari con una conversazione diversa perchè è stata tagliata una frase o una parola così da porlo in condizioni diverse da quelle effettivamente reali, poichè il senso cambia.

 

''La battaglia sulle intercettazioni - prosegue Berlusconi - ci porta fuori i difetti della nostra democrazia, costruita con una architettura costituzionale non in grado di produrre interventi di ammodernamento e democratizzazione. Le leggi - ha concluso - non piacciono a certa magistratura di sinistra e il popolo non conta più nulla''.

 

Le procedure a confronto con un decreto che va menzionato ed approvato, sono difficili da rappresentare come utile obiettivo da parte dell'intero Governo, poichè sono contestualizzate da innumerevoli "no" dell'opposizione che reputano inaccettabile se non rivedibile l'emendamento ancora molto delicato se non prematuro per essere approvato. Queste rinunce arrivano non solo dal partito di opposizione ma anche da Fini che reputa l'emendamento privo di libertà poichè egli stesso afferma: "voglio un paese libero, dove i giornali scrivano quello che è dovuto, incluso le intercettazioni, sotto la loro diretta responsabilità"."voglio un Paese con stampa libera".

Con l' "udienza filtro", gip, accusa e difesa, decideranno quali parti dovranno essere pubblicate e quali invece serrate, sempre trovando un accordo comune alle parti. Come già detto sopra, si afferma il principio che nel corso delle indagini l'obbligo del segreto per le intercettazioni cade ogni qualvolta ne sia stata valutata la rilevanza.

Il sottosegretario Caliendo ha presentato l'emendamento secondo il quale: "Le intercettazioni saranno coperte da segreto fino alla conclusione della cosiddetta 'udienza-filtro' " ma l'Italia dei valori chiede una mozione di sfiducia per l'esponente dell'esecutivo essendo egli stesso -secondo gli esponenti del partito - una figura inopportuna, visto i suoi ultimi precedenti che lo vedrebbero coinvolto nell'inchiesta sulla P3.




Pubblicazione del: 25-07-2010


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