Nota del Segretario generale degli Edili della Campania.
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POMPEI. NOTA DI GIOVANNI SANNINO, SEGRETARIO GENERALE FILLEA-CGIL CAMPANIA
Stamane è stato presentato e consegnato in prefettura a Napoli il "protocollo di legalità" per Pompei. Il protocollo ricalca le linee guida definite e recepite dal protocollo per l'Expò 2015 di Milano. Non possiamo non esprimere un giudizio di opportunità rispetto alle degenerazioni criminose del settore, nella specie in quello dei Beni Culturali, per la pervasività della camorra e della criminalità organizzata nel tessuto produttivo ed economico, sia per le degenerazioni non meno gravi di pezzi di "sistema d'impresa" riferite all'accapparramento di appalti e di affidamenti.
L'estensione delle procedure d'informative antimafia a tuute le imprese della filiera e con un approccio di contrasto all'illegalità a tutto campo, è una scelta da condividere, ancorchè chiesta dal Sindacato. In questo senso ci auguriamo molto che sia bandito il meccanismo del massimo ribasso per affidare i lavri e funzioni adeguatamente il controllo dei flussi di manodopera previsto dall'art. 11.
Le azioni preventive previste dal protocollo riferite alle modalità di assunzioni nella massima trasparenza, i data-base per per la tracciabilità della manodopera, di tutta la manodopera presente in cantiere, sono alcuni compiti che solleciteremo di attivare senza indugi o snaturamenti.
Perchè non c'è dubbio che anche attraverso "il reclutamento" di lavoratori può realizzarsi l'interposizione camorristica.
Il sistema di monitoraggio degli esecutori previsto dall'articolo 7 e 8 per gli aspetti sanzionatori, può essere uno strumento di controllo e di selezione vera relativamente all'affidabilità degli esecutori chiamati a realizzare le opere attraverso il sistema d'informazione cantiere-gruppo inteforze in Prefettura, dal settimanale di cantiere, alle notizie sull'impresa, per contrastare una "illegalità contrattuale" molto diffusa in questa fase di crisi acuta del settore, penso alle tante vessazioni subite dai giovani retauratori proprio nel sito di Pompei ad opera di imprese iperprotette.
La condivisione chiesta al Sindacato per l'articolo 11 (tracciamento dei flussi di manodopera) ha un senso se su tutti gli aspetti del protocollo c'è coerenza di alpplicazione e di operatività. Le esperienze dell'Expò 2015, sui ritardi operativi, con particolare riferimento al tavolo di Monitoraggio previsto dall'articolo 11 ci autorizzano a chiedere fin d'adesso tempi rapidi di insediamento.
E' del tutto evidente che ci aspettiamo che al Protocollo segua la realizzazione del progetto di recupero e di tutela del sito di Pompei per, da un lato, riconsegnare al mondo un patrimonio inestimabile che va verso il degrado mantenendo una sua connotazione e fruizione pubblica, e dall'altro dare lavoro a tanti giovani del restauro in attesa di opportunità buone e vere" che valorizzino le loro professionalità finora mortificate da precarietà e dumping contrattuale fatto di falso lavoro autonomo.
Non vorremmo pensare che la venuta a Napoli, del Presidente del Consiglio e di ben 4 ministri, servisse solo a "tranquillizzare" il Paese, Napoli e la Campania in primis, che non ci sono solo sacrifici, che dall'Europa arriva lo sviluppo e il lavoro. Infatti aspettiamo ancora la traduzione della parola "crescita" pronunciata dal Presidente Monti.
Giovanni Sannino
segretario generale Fillea-Cgil Campania
Pubblicazione del: 05-04-2012
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