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Calano i consumi: Maggiormente al Sud e meno al Nord.   Stampa questo documento dal titolo: . Stampa

 

DIMINUISCONO I CONSUMI. PIU' AL SUD CHE AL NORD E' LA RIPROVA CHE LA CRISI CADE SULLE SPALLE DEI GIOVANI, DONNE E MEZZOGIORNO.

www.notiziesindacali.com

Fonte comunicato Stampa


Dopo i dati diffusi ieri sui consumi, ecco oggi l’ennesima riprova , oltretutto confermata dal DPEF, dell’andamento disastroso che sta caratterizzando questi ultimi mesi, fornita dal dato dell’inflazione, ancora una volta in calo.

Non riusciamo a spiegarci come mai, in una situazione del genere, però, diminuiscono i prezzi dei beni durevoli, ma, per quanto riguarda i consumi principali e fondamentali, vale a dire quelli alimentari e di prima necessità, non si registra alcun calo, come testimoniano le rilevazioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Si tratta di un fenomeno fuori da ogni legge di mercato, a maggior ragione dal momento che i prezzi delle materie prime sui mercati internazionali sono in forte calo.

È evidente che siamo in presenza di intollerabili speculazioni nella filiera, che bisognerebbe stroncare una volta per tutte. È proprio a causa di questi atteggiamenti speculativi, infatti, che le famiglie italiane, solo per prodotti fondamentali quali quelli alimentari, si trascinano dietro, dal 2008, 564 Euro in più di maggiori costi.

A tale dato si aggiungono le pessime previsioni delle ricadute per il 2009 che si attesteranno, se il tasso di inflazione annuale si confermerà attorno all’1%, a 300 Euro in più a famiglia. Tale somma andrà ad infierire ulteriormente sul potere di acquisto delle famiglie, già duramente provate dalla crisi economica, che per mancati introiti dovuti a cassa integrazione e licenziamenti, causa ricadute per circa 850 Euro l’anno.

Di fronte a tale situazione – si chiedono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – cosa aspetta il Governo ad intervenire a sostegno della domanda di mercato?”

È necessario quindi:

- detassare le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati, per almeno 1200 Euro annui;

- fornire un sostegno valido ai lavoratori allontanati dal ciclo produttivo, specialmente ai precari;

- operare per eliminare le speculazioni nella filiera alimentare ed in quella petrolifera, ed abbattendo i prezzi di almeno il 20%.

 



Pubblicazione del: 15-07-2009
nella Categoria Difesa Consumatore


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